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90 anni di
attività intensa e proficua
di
Franca Arosio (scritto nel giugno 1987)
Un tuffo nel passato,
quando è glorioso come quello del BERGAMO, è sempre un
viaggio affascinante. Sono trascorsi diversi decenni da quando il Moto Club Bergamo è
stato registrato ufficialmente all'anagrafe del motociclismo
italiano, ma, in effetti, la sua apparizione vanta
un'anzianità superiore di qualche anno: le basi del
motociclismo bergamasco furono gettate infatti nel 1919.
L'Italia di allora stava riprendendo i contatti con la vita,
dopo il terribile conflitto mondiale, ed il motociclismo
segnò la sua difficile ripresa su strade scavate,
tormentate da profonde buche, polvere, sassi.
Gli anni della sperimentazione bellica, con le durissime
condizioni di impiego, furono ricchi di fermento. Le moto di
allora portavano nomi tutti italiani: GARELLI - BENELLI -
BIANCHI - BORGO - BUCHER.ZEDA - DELLA FERRERA - FONGRI -
FRERA - GILERA - MAFFEIS - STUCCHI .
Poi c'erano gli uomini e le gare, che adesso rivediamo con
la patina ed il rispetto della nostalgia, Il Raid Nord Sud
con i coraggiosissimi Miro Maffeis, Isacco Mariani, Pierino
Maggi, Mario Acerboni…… . Anche la Federazione
motociclistica era attivissima e la guidava un presidente
veramente grande, l'ing. Alberto Bonacossa.
In un clima tanto " ruggente " ecco un gruppo di
appassionati bergamaschi dare vita a quello che sarebbe
diventato, in pochi anni, il Moto Club più importante
d'Italia : il promotore dell'iniziativa fu Arnaldo Ne',
padrino Paolo Serafini.
Il Moto Club Bergamo (anno 1919), iniziò i primi passi
con gite turistiche, qualche gara, come la Bergamo-San
Vigilio vinta da Sestini su Indian, e subito si delineò
chiaro lo stile di vita, uno stile che avrebbe in seguito
distinto tutte le manifestazioni della Società:
la tecnica senza prove più esasperate non può progredire,
più aspri sono gli ostacoli, tanto più utili si rivelano
le corse.
In quella prima fase, che fu di grande attività, furono
molti gli sportivi che diedero grande impulso allo sport
della motocicletta: Luigi Chiorda, Cecco Ruggeri, Grazioli,
Crippa, Aldo Dall'Ara ….. .
Ma facciamo un passo avanti e arriviamo al 1925. In Italia ,
allora, circolavano motociclette di ben 164 marche diverse,
85 italiane e 79 straniere, e già cominciava a farsi
strada, nella tendenza costruttiva, una " coscienza
" del silenziamento.
L'ANCMA, in omaggio al suo programma di stimolare il
progresso della motocicletta, si preoccupava di annullare
l'effetto rumore. Vi fu persino un concorso per il
silenziatore più efficace, certo non si parlava ancora di
phon e di decibel , non esisteva il fonometro, ma la
mentalità precorreva i tempi.
Il Moto Club Bergamo andava a gonfie vele, la sede era al
Caffè Savoia, poi i soci passarono al Duse, ed a presiedere
vi era un grande sportivo: Angelo Gnecchi. Il primo ciclo di vita si concluse felicemente nel 1929 con,
nel medagliere, il primo titolo di Campione d'Italia vinto
da Ugo Rocca.
Più avanti, sotto la presidenza di Luigi Piccinelli, la
società acquisterà lustro e prestigio per le
partecipazioni ai numerosi raduni : Rosa d'Inverno, Sanremo,
Alba Torino, Pasubio e Grotte di Postumia. Cominciarono così
a nascere anche gli astri come Egidio Picozzi, il primo
bergamasco a partecipare alla Sei Giorni Internazionale,
Paganoni, Puppo, Fornani e Cesani.
Intorno alla fine degli anni venti la sede venne trasferita
al Caffè Dondena, quindi al Moro e successivamente al
Donizetti, e venne anche allestita la Prima Mostra del Ciclo
e Motociclo Bergamasco.
Siamo arrivati così agli anni Trenta. Al timone del Club vi
è il geometra Buizza, in seno al Moto Club spiccano invece
i nomi di leggendari piloti: Massimo Masserini, Marcello
Tura, Rovaris, Raccagni, Priamo, Puppo ….. .
Nel mondo delle gare il famoso Pietro Tarufi, con la Rondine
4 cilindri, batteva il record mondiale della 500, sul
chilometro lanciato, a 244,316 all'ora. Omobono Tenni era
l'idolo della folla, ma i bergamaschi non stanno certo a
guardare. I piloti si imponevano e le organizzazioni
diventavano sempre più importanti, sono proprio di quel
periodo, infatti, il " Circuito delle Mura " ed il
" Circuito città di Bergamo ".
La società ha ormai contorni precisi, la sua filosofia è
una vera scuola: " Si andava a correre - ricorda
Marcello Tura - si lavorava, si soffriva e si imparava a
vivere ". E c'era la passione a dominare su tutto.
Alla guida, dopo Piccinelli, passarono il dottor Giangrande
e Bruno Stoppani. Con questi due presidenti si chiude il
ciclo anteguerra.
Al termine del secondo conflitto mondiale si ricomincia (
anno 1945 ). Vecchi e nuovi soci accorrono all'appello. La
sede è al Caffè Donizetti, la reggenza provvisoria è
affidata a Franco Broletti.
Nel 1946 arriva a dirigere il sodalizio Mino Baracchi, uomo
di grande temperamento, poche parole e molti fatti. Tornano
alla grande il Circuito delle Mura ed il Città di Bergamo
e, nel 1948, nasce la prima sezione : Ponte Nossa, una
sezione voluta e seguita in ogni passo da quel grande
Giacomo Manzoni che tanto diede alla regolarità italiana.
Oggi è il figlio Felice a continuare il discorso del padre;
è cambiato l'interlocutore ma la passione, la fede sono
uguali. Arrivano poi altre sezioni : Lovere, Gandino e
Albino, guidate rispettivamente da Dino Angioletti, Geremia
Anesa e Franco Acerbis.
Il 1948 fu anche l'anno della prima Valli Bergamasche, nata
dapprima a metà fra la gita e la gara ma che, in breve
tempo, raggiunse un tale eco da superare tutte le gare per
notorietà, fascino e contenuti.
Chi dice Valli Bergamasche racconta una bellissima fiaba,
con tanti personaggi straordinari: Fulvio Maffettini, con i
suoi percorsi nei quali si soffriva, è vero, ma si
incontrava la poesia; Massimo Masserini, Marcello Tura,
Amelio Peri, il segretario-colonna insostituibile che ha
accompagnato la società nel suo lungo e glorioso cammino; e
poi ancora Luigi Gualdi, Carlo Blumer, Luciano Dall'Ara,
Gianfranco Saini, Nino Tagli, i polacchi, i tedeschi dai
nomi impossibili che affascinavano. La Valli è nata anche
per loro.
Nel 1950 Mino Baracchi lasciò il Club e lo sostituì Carlo
Mazza, un dirigente " simpatico e vivace ",
ricorda Fulvio Maffettini.
Dal 1953 al 1960 tocca a Giuseppe Reda assumere la direzione
della società.
Reda fu un riformatore ed al tempo stesso il primo ad
inquadrare il Moto Club Bergamo in termini moderni. Fu
infatti sua una iniziativa che vale la pena ricordare: sulla
spinta di Camillo Saini, padre dei fratelli G.Franco ed
Eugenio, fu stampato un interessante volumetto intitolato:
" Come deve circolare il motociclista ", scritto
dal professor Severo Pasinetti, insegnante di lettere, uomo
di grande coltura ed umanità, e padre del più famoso Titta.
Titta Pasinetti, indimenticato grande cronista sportivo, si è occupato alla fine degli anni
Settanta
di motociclismo, scrivendo articoli divertenti, intriganti,
bellissimi, ed anche il più bel pezzo che probabilmente sia mai stato scritto sulla Valli
Bergamasche. Ma torniamo
al libro, scritto dicevo da papà Pasinetti, con la
collaborazione del Capitano della Polizia Stradale A:
Guarino. Un volume ricco di consigli, informazioni, di cui
furono stampate 5000 copie.
Le organizzazioni in quegli anni furono molte. Ricordiamo la
Mostra del Ciclo e Motociclo, che si teneva al Teatro
Donizetti " Tempio della lirica - dice Amelio Peri, con
commozione un tantino retorica ma che, in casi come questi,
vanno bene - trasformato in tempio dei motori ".
Molti i raduni, le gare di velocità su prato, quelle di
regolarità, gimkane. Valorosi i piloti che hanno
propagandato il nome del BERGAMO, ed i cui nomi spiccano nel
panorama nazionale: Dario Bassi, Piero Carissoni, Miro Riva,
Dietrich Serafini, Carlo Ubbiali, Massimo Masserini, Nino
Tagli, Franco Dall'Ara …. .
Nel 1961 il commendator Carlo Bonfanti illumina con la sua
guida le attività motociclistiche. La diffusione assume la
forma di un fenomeno anche sotto l'aspetto sociale ( il
numero dei soci, nel 1968, tocca il tetto altissimo di 6563
unità ) grazie ad una convenzione con le assicurazioni INA.
Agli inizi degli anni sessanta nasce un altro grande "
miracolo ", la Cavalcata delle Valli Orobiche, il cui
artefice fu Fulvio Maffettini, una classica da antologia.
Dal 1968 al 1973 è Daniele Frattini alla presidenza della
società bergamasca, cinque anni di vita in cui Frattini ha
diretto con vero e personale rilievo.
Sotto la presidenza di Lucio Rota, scomparso prematuramente,
dal 1974 al 1981, il BERGAMO aprì definitivamente un
capitolo già iniziato, mettendo in doveroso risalto anche
il trial che, proprio da Lucio, ricevette un grande impulso.
(Il 24 e 25 giugno 1983 il Club ha mandato in onda, a
Castione della Presolana, una gara internazionale denominata
" Trofeo Lucio Rota " valida quale 8a prova del
Campionato Mondiale Trial ).
Nel settore agonistico il BERGAMO ebbe nelle sue fila grandi
campioni come Carletto Ubbiali, Giacomo Agostini , Arnaldo
Farioli , e tutti i piloti che oggi sono ai vertici
mondiali.
Tullio Masserini fu chiamato a dirigere il Moto Club Bergamo
nel 1981. Tutta la sua vita si è svolta sotto l'insegna
della motocicletta a cui si è dedicato dall'età di
quattordici anni, prima sul verso agonistico, con risultati
di valore mondiale, poi in quello organizzativo.
La sua profonda passione e conoscenza dell'enduro ne fanno
uno fra i tecnici più stimati.
Rimase alla presidenza quel poco che gli bastava per trovare
un presidente ideale: il professor Luigi Ribolla, che Masserini
portò al Club per una gestione manageriale della società.
Tutti gli sportivi bergamaschi, che hanno alimentato con la
loro passione l'attività del Moto Club Bergamo,
meriterebbero un ricordo.
Il Moto Club ha vissuto gli anni Ottanta sotto la guida di
Luigi Ribolla. Alle spalle si sono lasciati i travagli, gli
onori, i sacrifici, i sudori dei primi appassionati, "
gente avventurosa ".
Ciò che avvenne è stato importante e, se qualcuno ci ha
lasciato e ci manca, Gino Reguzzi, Camillo Saini, Bepi
Boschi, restano però i loro insegnamenti, gli esempi, i
loro nomi che restano impressi nella mente come bandiere.
Negli ultimi anni gare iridate in quantità
Nel
1993 il timone è passato nelle capaci mani di Franco
Acerbis, affermato imprenditore ed organizzatore il quale,
coadiuvato da affiatati consiglieri e da un gruppo di
esperti collaboratori tecnici, ha impresso nuova linfa ed
impulso alla attività ed alla immagine del Club. Sono
gli anni del Mondiale trial 1993 a Foppolo e del Mondiale
enduro 1994 a Castione della Presolana. E molti tecnici del
Club sono chiamati a fornire la propria competenza in
occasione dei rally in Perù e nel Nevada.
Acerbis
lascia la presidenza nel 1997, dopo aver spostato la sede, nel
frattempo approdata in via Corridoni, in via Ghislandi, in
spaziosi ed ampi locali, con sale riunioni e segreteria, al
funzionario di banca Andrea Gatti. Il nuovo presidente
continua il lavoro del Club soprattutto sotto l'aspetto
organizzativo, sia delle manifestazioni di un certo livello,
sia per modernizzare gli uffici del Club presi ad esempio da
altri e favorendone l'utilizzo anche per corsi nazionali ed
internazionali.
Sono
di questi anni il Mondiale enduro 1999 a Rovetta ed il
Mondiale trial a Foppolo datato 2001.
E
siamo nel nuovo Millennio, le redini del Club sono sempre in
mano, per i successivi mandati quadriennali, a Gatti
che, aiutato da tutto il Consiglio direttivo e dalle 20 Sezioni e Scuderie, affronta con successo la prova
Mondiale di enduro a Clusone (38^ Valli Bergamasche) del 18
e 19 maggio 2002 e altre manifestazioni di carattere
nazionale cercando sempre di tenere alto il blasone e la
credibilità che negli anni i nostri "vecchi" si
sono conquistati con fatica e onore.
Il
2003 e il 2004 sono anni di relativa tranquillità col Club
che organizza prove del tricolore motoslitte a Foppolo,
prove di italiano trial e enduro (Foppolo, Ardesio, Rogno) e
la 10^ Valli Bergamasche Revival (2003) a Oltre il Colle. Da
sottolineare, poi, la spedizione in Brasile del gruppo di 90
persone del Club per contribuire fattivamente, nei punti
chiave, all'organizzazione della 78^ Sei Giorni di enduro di
Fortaleza (3/8 novembre 2003).
La
sede si sposta provvisoriamente dapprima presso il
Palazzetto dello sport e quindi presso la Casa dello sport
di via Gleno per approdare nel 2007, grazie a Franco Acerbis,
nella moderna e ampia ubicazione in via Carnovali, presso il
complesso CaSaforte.
Nel
2004 Gatti ed il gruppo direttivo riescono a riproporre la
Cavalcata delle Valli Orobiche con arrivo a Valbondione, nel
2005 e 2006 danno vita ad un exploit memorabile, tre
appuntamenti mondiali nel giro di soli 12 mesi, un altro
record che solo il Motoclub Bergamo poteva conquistare.
Parliamo del Mondiale trial a Valbondione (9 e 10 luglio
2005), del Mondiale enduro (39^ Valli Bergamasche) a
Schilpario (15 e 16 ottobre 2005) e del Mondiale enduro (40^
Valli Bergamasche) a Rovetta (17 e 18 giugno 2006).
Nel
2005 va in scena, ancora ad Oltre il Colle, la 11^
Valli Bergamasche Revival, manifestazione che due anni dopo,
nel settembre 2007, riporta nella favolosa cornice del
piazzale della Fara, a Bergamo Alta, il circus del
fuoristrada mentre nelle stagioni 2005, 2006 e
2007, 2008 e 2009 il Club organizza anche la Polini Italian Cup.
Nel
2009 Gatti viene riconfermato presidente ed il Club
organizza ancora una volta una prova del campionato italiano
motoslitte a Foppolo (con la sezione Avb), la Cavalcata di Primavera (con la scuderia
Norelli), una prova del campionato italiano
enduro senior e under a Casazza, la 13^ Valli Revival a
Serina (ancora con la Norelli) e, in autunno, le versione trial e strada
della Cavalcata.
1991:
i più grandi dello sport bergamasco alla festa del
"Premio dei Premi"
non poteva certamente mancare alla manifestazione
rievocativa anche una
rappresentanza del Moto Club Bergamo, insignito del
prestigioso riconoscimento nel 1967
Poche
città in Italia, anche fra le maggiori, possono vantare un
gruppo così scelto e numeroso di campioni. Non è retorica
né campanilismo; è la riflessione che viene spontanea
guardando la foto qui sotto e leggendo i nomi degli
intervenuti alla cerimonia indetta dal Gruppo Bergamasco
Giornalisti sportivi e organizzata in collaborazione con
l'Assessorato allo Sport del Comune il 15 novembre 1991 al
Teatro Donizetti, per celebrare il 40° del "Premio
all'Atleta Città di Bergamo".
Era presente, si può ben dirlo, tutto il Gotha dello sport
bergamasco, c'erano tutti i campioni che hanno onorato il
nome e l'immagine di Bergamo nell'ultimo mezzo secolo,
raggiungendo i traguardi più alti nelle più svariate
discipline.
Ed è per noi motivo di grande soddisfazione averli riuniti
tutti insieme per la prima volta in una manifestazione che anche loro certamente ricorderanno con
orgoglio e con gioia.

I
grandi dello sport bergamasco intervenuti alla cerimonia posano insieme nella sala
conferenze del Teatro Donizetti
da sinistra: Rino Lavelli. Alessandro Gritti, Umberto Colombo,
Pierluigi Pizzaballa, Carlo Ubbiali,
G.Battista Rota, Giacomo Agostini, Andrea Gatti, Angelo Domenghini, Guglielmo Pesenti,
Gianfranco Baraldi, Francesca Bentivoglio, Antonella Roncelli, Paola Magoni, Felice Gimondi,
Vincenzo Guerini, Valerio Bettoni, Roberto Donadoni,
Luciano
Magistrelli, Mirko Gualdi,
Mario Mangiarotti, Pierangela Leoni ved. Morettini
nell'albo d'oro del
prestigioso Premio:
1951 - Carlo Ubbiali
1956 - Carlo Ubbiali
1959 - Carlo Ubbiali
1966 - Giacomo Agostini
1967 - Moto Club Bergamo
1971 - Giacomo Agostini
1976 - Alessandro Gritti
1994 - Giovanni Sala
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