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GLI APPUNTAMENTI

MONDIALI

ORGANIZZATI

DAL CLUB

 

2010 - 25 luglio - Foppolo - 7^ prova campionato mondiale trial

 

2010 - 22 e 23 maggio - Lovere - 41^ Valli Bergamasche - 3^ prova campionato mondiale enduro

2006 - 17 e 18 giugno  - Rovetta - 40^ Valli Bergamasche - 4^ prova campionato mondiale enduro

2005 - 15 e 16 ottobre  - Schilpario - 39^ Valli Bergamasche - ultima prova campionato mondiale enduro

2005 - 9 e 10 luglio - Valbondione - 7^ prova campionato mondiale trial - Trofeo Regione Lombardia

2002 - 18 e 19 maggio - Clusone - 38^ Valli Bergamasche - 5^ prova campionato mondiale enduro

2001 - 30 giugno e 1 luglio - Foppolo - 6^ prova campionato mondiale trial - Trofeo Regione Lombardia

1999 - 29 e 30 maggio - Rovetta - 37^ Valli Bergamasche - 4^ prova campionato mondiale enduro

1994 - 21 e 22 maggio - Castione della Presolana - 36^ Valli Bergamasche - 3^ prova campionato del mondo enduro

1993 - 27 giugno - Foppolo - 6^ prova campionato mondiale trial - Trofeo Gianprimo Casari

1986 - dall'8 al 13 settembre - San Pellegrino Terme - 61^ Sei Giorni enduro

1983 - 25 giugno - Castione della Presolana - 8^ prova campionato mondiale trial - Trofeo Lucio Rota

1976 - 13 giugno - Castione della Presolana - prova campionato mondiale trial - Trofeo Cassera

 

GLI APPUNTAMENTI

MONDIALI

AI QUALI IL CLUB 

HA OFFERTO

LA PROPRIA

COLLABORAZIONE

TECNICA

1981 - Sei Giorni enduro a Portoferrario (Isola d'Elba)

2003 - Sei Giorni enduro a Fortaleza (Brasile)

2007 - Sei Giorni enduro a La Serena (Cile)

2013 - Sei Giorni enduro a Olbia

 

 

         
         

 

TUTTI I PRESIDENTI

DEL SODALIZIO

 

1919-1926 - Paolo Serafini

 

1927-1930 - Angelo Gnecchi

 

1931-1932  - Attilio Grazioli - Ugo Raccagni

 

1932-1939 -  Luigi Piccinelli Cesare Berizzi - Geom.   Buizza - Dott. Giangrande

 

1940-1943 -  Bruno Stoppani

 

1945-1946 - Franco Broletti

 

1946-1950 - Mino Baracchi

 

1951-1952 - Carlo Mazza

 

1953-1960 - Giuseppe Reda

 

1961-1968 - Carlo Bonfanti

 

1968-1973 - Daniele Frattini

 

1974-1981 - Lucio Rota

 

1982-1983 - Tullio Masserini

 

1984-1992 - Luigi Ribolla

 

1993-1996 - Franco Acerbis

 

1997 - Andrea Gatti

 

 
         
         
         
         
         

LA STORIA

 

Dal 1919 tra attività di ogni genere e grandi personaggi

 

di Franca Arosio (scritto nel giugno 1987)

 

 

Un tuffo nel passato, quando è glorioso come quello del BERGAMO, è sempre un viaggio affascinante. Sono trascorsi diversi decenni da quando il Moto Club Bergamo è stato registrato ufficialmente all'anagrafe del motociclismo italiano, ma, in effetti, la sua apparizione vanta un'anzianità superiore di qualche anno: le basi del motociclismo bergamasco furono gettate infatti nel 1919.
L'Italia di allora stava riprendendo i contatti con la vita, dopo il terribile conflitto mondiale, ed il motociclismo segnò la sua difficile ripresa su strade scavate, tormentate da profonde buche, polvere, sassi.

Gli anni della sperimentazione bellica, con le durissime condizioni di impiego, furono ricchi di fermento. Le moto di allora portavano nomi tutti italiani: GARELLI - BENELLI - BIANCHI - BORGO - BUCHER.ZEDA - DELLA FERRERA - FONGRI - FRERA - GILERA - MAFFEIS - STUCCHI .

Poi c'erano gli uomini e le gare, che adesso rivediamo con la patina ed il rispetto della nostalgia, Il Raid Nord Sud con i coraggiosissimi Miro Maffeis, Isacco Mariani, Pierino Maggi, Mario Acerboni…… . Anche la Federazione motociclistica era attivissima e la guidava un presidente veramente grande, l'ing. Alberto Bonacossa.
In un clima tanto " ruggente " ecco un gruppo di appassionati bergamaschi dare vita a quello che sarebbe diventato, in pochi anni, il Moto Club più importante d'Italia : il promotore dell'iniziativa fu Arnaldo Ne', padrino Paolo Serafini.
Il Moto Club Bergamo (anno 1919), iniziò i primi passi con gite turistiche, qualche gara, come la Bergamo-San Vigilio vinta da Sestini su Indian, e subito si delineò chiaro lo stile di vita, uno stile che avrebbe in seguito distinto tutte le manifestazioni della Società:
la tecnica senza prove più esasperate non può progredire, più aspri sono gli ostacoli, tanto più utili si rivelano le corse.
In quella prima fase, che fu di grande attività, furono molti gli sportivi che diedero grande impulso allo sport della motocicletta: Luigi Chiorda, Cecco Ruggeri, Grazioli, Crippa, Aldo Dall'Ara ….. .

Ma facciamo un passo avanti e arriviamo al 1925. In Italia , allora, circolavano motociclette di ben 164 marche diverse, 85 italiane e 79 straniere, e già cominciava a farsi strada, nella tendenza costruttiva, una " coscienza " del silenziamento.
L'ANCMA, in omaggio al suo programma di stimolare il progresso della motocicletta, si preoccupava di annullare l'effetto rumore. Vi fu persino un concorso per il silenziatore più efficace, certo non si parlava ancora di phon e di decibel , non esisteva il fonometro, ma la mentalità precorreva i tempi.
Il Moto Club Bergamo andava a gonfie vele, la sede era al Caffè Savoia, poi i soci passarono al Duse, ed a presiedere vi era un grande sportivo: Angelo Gnecchi. Il primo ciclo di vita si concluse felicemente nel 1929 con, nel medagliere, il primo titolo di Campione d'Italia vinto da Ugo Rocca.
Più avanti, sotto la presidenza di Luigi Piccinelli, la società acquisterà lustro e prestigio per le partecipazioni ai numerosi raduni : Rosa d'Inverno, Sanremo, Alba Torino, Pasubio e Grotte di Postumia. Cominciarono così a nascere anche gli astri come Egidio Picozzi, il primo bergamasco a partecipare alla Sei Giorni Internazionale, Paganoni, Puppo, Fornani e Cesani.
Intorno alla fine degli anni venti la sede venne trasferita al Caffè Dondena, quindi al Moro e successivamente al Donizetti, e venne anche allestita la Prima Mostra del Ciclo e Motociclo Bergamasco.

Siamo arrivati così agli anni Trenta. Al timone del Club vi è il geometra Buizza, in seno al Moto Club spiccano invece i nomi di leggendari piloti: Massimo Masserini, Marcello Tura, Rovaris, Raccagni, Priamo, Puppo ….. .
Nel mondo delle gare il famoso Pietro Tarufi, con la Rondine 4 cilindri, batteva il record mondiale della 500, sul chilometro lanciato, a 244,316 all'ora. Omobono Tenni era l'idolo della folla, ma i bergamaschi non stanno certo a guardare. I piloti si imponevano e le organizzazioni diventavano sempre più importanti, sono proprio di quel periodo, infatti, il " Circuito delle Mura " ed il " Circuito città di Bergamo ".
La società ha ormai contorni precisi, la sua filosofia è una vera scuola: " Si andava a correre - ricorda Marcello Tura - si lavorava, si soffriva e si imparava a vivere ". E c'era la passione a dominare su tutto.

Alla guida, dopo Piccinelli, passarono il dottor Giangrande e Bruno Stoppani. Con questi due presidenti si chiude il ciclo anteguerra.
Al termine del secondo conflitto mondiale si ricomincia ( anno 1945 ). Vecchi e nuovi soci accorrono all'appello. La sede è al Caffè Donizetti, la reggenza provvisoria è affidata a Franco Broletti.

Nel 1946 arriva a dirigere il sodalizio Mino Baracchi, uomo di grande temperamento, poche parole e molti fatti. Tornano alla grande il Circuito delle Mura ed il Città di Bergamo e, nel 1948, nasce la prima sezione : Ponte Nossa, una sezione voluta e seguita in ogni passo da quel grande Giacomo Manzoni che tanto diede alla regolarità italiana.
Oggi è il figlio Felice a continuare il discorso del padre; è cambiato l'interlocutore ma la passione, la fede sono uguali. Arrivano poi altre sezioni : Lovere, Gandino e Albino, guidate rispettivamente da Dino Angioletti, Geremia Anesa e Franco Acerbis.
Il 1948 fu anche l'anno della prima Valli Bergamasche, nata dapprima a metà fra la gita e la gara ma che, in breve tempo, raggiunse un tale eco da superare tutte le gare per notorietà, fascino e contenuti.

Chi dice Valli Bergamasche racconta una bellissima fiaba, con tanti personaggi straordinari: Fulvio Maffettini, con i suoi percorsi nei quali si soffriva, è vero, ma si incontrava la poesia; Massimo Masserini, Marcello Tura, Amelio Peri, il segretario-colonna insostituibile che ha accompagnato la società nel suo lungo e glorioso cammino; e poi ancora Luigi Gualdi, Carlo Blumer, Luciano Dall'Ara, Gianfranco Saini, Nino Tagli, i polacchi, i tedeschi dai nomi impossibili che affascinavano. La Valli è nata anche per loro.

 

Nel 1950 Mino Baracchi lasciò il Club e lo sostituì Carlo Mazza, un dirigente " simpatico e vivace ", ricorda Fulvio Maffettini.
Dal 1953 al 1960 tocca a Giuseppe Reda assumere la direzione della società. Reda fu un riformatore ed al tempo stesso il primo ad inquadrare il Moto Club Bergamo in termini moderni. Fu infatti sua una iniziativa che vale la pena ricordare: sulla spinta di Camillo Saini, padre dei fratelli G.Franco ed Eugenio, fu stampato un interessante volumetto intitolato: " Come deve circolare il motociclista ", scritto dal professor Severo Pasinetti, insegnante di lettere, uomo di grande coltura ed umanità, e padre del più famoso Titta.
Titta Pasinetti, indimenticato grande cronista sportivo, si è occupato alla fine degli anni Settanta di motociclismo, scrivendo articoli divertenti, intriganti, bellissimi, ed anche il più bel pezzo che probabilmente sia mai stato scritto sulla Valli Bergamasche. Ma torniamo al libro, scritto dicevo da papà Pasinetti, con la collaborazione del Capitano della Polizia Stradale A: Guarino. Un volume ricco di consigli, informazioni, di cui furono stampate 5000 copie.

 

Le organizzazioni in quegli anni furono molte. Ricordiamo la Mostra del Ciclo e Motociclo, che si teneva al Teatro Donizetti " Tempio della lirica - dice Amelio Peri, con commozione un tantino retorica ma che, in casi come questi, vanno bene - trasformato in tempio dei motori ".
Molti i raduni, le gare di velocità su prato, quelle di regolarità, gimkane. Valorosi i piloti che hanno propagandato il nome del BERGAMO, ed i cui nomi spiccano nel panorama nazionale: Dario Bassi, Piero Carissoni, Miro Riva, Dietrich Serafini, Carlo Ubbiali, Massimo Masserini, Nino Tagli, Franco Dall'Ara …. .
Nel 1961 il commendator Carlo Bonfanti illuminò con la sua guida le attività motociclistiche. La diffusione assume la forma di un fenomeno anche sotto l'aspetto sociale ( il numero dei soci, nel 1968, tocca il tetto altissimo di 6563 unità ) grazie ad una convenzione con le assicurazioni INA. Agli inizi degli anni sessanta nasce un altro grande " miracolo ", la Cavalcata delle Valli Orobiche, il cui artefice fu Fulvio Maffettini, una classica da antologia.

 

Dal 1968 al 1973 è Daniele Frattini alla presidenza della società bergamasca, cinque anni di vita in cui Frattini ha diretto con vero e personale rilievo.
Sotto la presidenza di Lucio Rota, scomparso prematuramente, dal 1974 al 1981, il BERGAMO aprì definitivamente un capitolo già iniziato, mettendo in doveroso risalto anche il trial che, proprio da Lucio, ricevette un grande impulso. (Il 24 e 25 giugno 1983 il Club ha mandato in onda, a Castione della Presolana, una gara internazionale denominata " Trofeo Lucio Rota " valida quale 8a prova del Campionato Mondiale Trial ).
Nel settore agonistico il BERGAMO ebbe nelle sue fila grandi campioni come Carletto Ubbiali, Giacomo Agostini , Arnaldo Farioli , e tutti i piloti che oggi sono ai vertici mondiali.
Tullio Masserini fu chiamato a dirigere il Moto Club Bergamo nel 1981. Tutta la sua vita si è svolta sotto l'insegna della motocicletta a cui si è dedicato dall'età di quattordici anni, prima sul verso agonistico, con risultati di valore mondiale, poi in quello organizzativo.
La sua profonda passione e conoscenza dell'enduro ne fanno uno fra i tecnici più stimati.
Rimase alla presidenza quel poco che gli bastava per trovare un presidente ideale: il professor Luigi Ribolla, che Masserini portò al Club per una gestione manageriale della società.
Tutti gli sportivi bergamaschi, che hanno alimentato con la loro passione l'attività del Moto Club Bergamo, meriterebbero un ricordo.

 

Il Moto Club ha vissuto gli anni Ottanta sotto la guida di Luigi Ribolla. Alle spalle si sono lasciati i travagli, gli onori, i sacrifici, i sudori dei primi appassionati, " gente avventurosa ".
Ciò che avvenne è stato importante e, se qualcuno ci ha lasciato e ci manca, Gino Reguzzi, Camillo Saini, Bepi Boschi, restano però i loro insegnamenti, gli esempi, i loro nomi che restano impressi nella mente come bandiere.

 

 


 

 

Negli ultimi anni gare iridate in quantità

 

Nel 1993 il timone è passato nelle capaci mani di Franco Acerbis, affermato imprenditore ed organizzatore seriano il quale, Franco Acerbis coadiuvato da affiatati consiglieri e da un gruppo di esperti collaboratori tecnici, ha impresso nuova linfa ed impulso alla attività ed alla immagine del Club. Sono gli anni del Mondiale trial 1993 a Foppolo e del Mondiale enduro 1994 a Castione della Presolana. E molti tecnici del Club sono chiamati a fornire la propria competenza in occasione dei rally in Perù e nel Nevada.

 

Acerbis lascia la presidenza nel 1997, dopo aver spostato la sede, nel frattempo approdata in via Corridoni, in via Ghislandi, in spaziosi ed ampi locali, con sale riunioni e segreteria, al funzionario di banca Andrea Gatti. Il nuovo presidente continua il lavoro del Club soprattutto sotto l'aspetto organizzativo, sia delle manifestazioni di un certo livello, sia per modernizzare gli uffici del Club presi ad esempio da altri e favorendone l'utilizzo anche per corsi nazionali ed internazionali.

Sono di questi anni il Mondiale enduro 1999 a Rovetta ed il Mondiale trial a Foppolo datato 2001.

E siamo nel nuovo Millennio, le redini del Club sono sempre in mano, per i successivi mandati quadriennali, a Gatti che, aiutato da tutto il Consiglio direttivo e dalle 20 Sezioni e Scuderie, affronta con successo la prova Mondiale di enduro a Clusone (38^ Valli Bergamasche) del 18 e 19 maggio 2002 e altre manifestazioni di carattere nazionale cercando sempre di tenere alto il blasone e la credibilità che negli anni i nostri "vecchi" si sono conquistati con fatica e onore.

 

Il 2003 e il 2004 sono anni di relativa tranquillità col Club che organizza prove del tricolore motoslitte a Foppolo, prove di italiano trial e enduro (Foppolo, Ardesio, Rogno) e la 10^ ValliGatti col fuoriclasse David Knight Bergamasche Revival (2003) a Oltre il Colle. Da sottolineare, poi, la spedizione in Brasile del gruppo di 90 persone del Club per contribuire fattivamente, nei punti chiave, all'organizzazione della 78^ Sei Giorni di enduro di Fortaleza (3/8 novembre 2003).

La sede si sposta provvisoriamente dapprima presso il Palazzetto dello sport e quindi presso la Casa dello sport di via Gleno per approdare nel 2007, grazie a Franco Acerbis, nella moderna e ampia ubicazione in via Carnovali, presso il complesso CaSaforte. 

Nel 2004 Gatti ed il gruppo direttivo riescono a riproporre la Cavalcata delle Valli Orobiche con arrivo a Valbondione, nel 2005 e 2006 danno vita ad un exploit memorabile, tre appuntamenti mondiali nel giro di soli 12 mesi, un altro record che solo il Motoclub Bergamo poteva conquistare. Parliamo del Mondiale trial a Valbondione (9 e 10 luglio 2005), del Mondiale enduro (39^ Valli Bergamasche) a Schilpario (15 e 16 ottobre 2005) e del Mondiale enduro (40^ Valli Bergamasche) a Rovetta (17 e 18 giugno 2006).

Nel 2005 va in scena, ancora ad Oltre il Colle, la 11^ Valli Bergamasche Revival, manifestazione che due anni dopo, nel settembre 2007, riporta nella favolosa cornice del piazzale della Fara, a Bergamo Alta, il circus del fuoristrada mentre nelle stagioni 2005, 2006 e 2007, 2008 e 2009 il Club organizza anche la Polini Italian Cup.

 

Nel 2009 Gatti viene riconfermato presidente ed il Club organizza ancora una volta una prova del campionato italiano motoslitte a Foppolo (con la sezione Avb), la Cavalcata di Primavera (con la scuderia Norelli), una prova del campionato italiano enduro senior e under a Casazza, la 13^ Valli Revival a Serina (ancora con la Norelli) e, in autunno, le versione trial e strada della Cavalcata.

 

Di altissimo livello il 2010 che ripropone, come nel 2005, due gare iridate nella medesima stagione: la 41^ edizione della Valli Bergamasche nel mese di maggio, con epicentro sul suggestivo longolago di Lovere e fantastiche prove speciali a Bossico e Costa Volpino, e la prova italiana del mondiale trial a Foppolo, nel mese di luglio, con titolo iridato conquistato, in anticipo, dal fuoriclasse spagnolo Toni Bou.

 

Il quadriennio olimpico 2013 nasce come il precedente con la conferma di Andrea Gatti alla presidenza e di Giuliano Piccinini e Roberto Biaggi alla vice presidenza e con l’ingresso di tre consiglieri donna rompendo una monotonia maschile che durava dal 1919, anno di fondazione del Club.


Mancano solo cinque anni allo storico traguardo dei 100 anni di vita e già si incomincia a pensare alla grande festa che sicuramente gli sportivi bergamaschi prepareranno per l’importante meta: non sarà solo la festa del BERGAMO, ma di tutta una città, di una Provincia per non dire Regione in senso lato motociclistico.

 

il parco chiuso della Valli 2010 sul lungolago di Lovere

 

 


 

 

1991: i più grandi dello sport bergamasco alla festa del "Premio dei Premi"

non poteva certamente mancare alla manifestazione rievocativa anche una rappresentanza del Moto Club Bergamo, insignito del prestigioso riconoscimento nel 1967

Poche città in Italia, anche fra le maggiori, possono vantare un gruppo così scelto e numeroso di campioni. Non è retorica né campanilismo; è la riflessione che viene spontanea guardando la foto qui sotto e leggendo i nomi degli intervenuti alla cerimonia indetta dal Gruppo Bergamasco Giornalisti sportivi e organizzata in collaborazione con l'Assessorato allo Sport del Comune il 15 novembre 1991 al Teatro Donizetti, per celebrare il 40° del "Premio all'Atleta Città di Bergamo".

Era presente, si può ben dirlo, tutto il Gotha dello sport bergamasco, c'erano tutti i campioni che hanno onorato il nome e l'immagine di Bergamo nell'ultimo mezzo secolo, raggiungendo i traguardi più alti nelle più svariate discipline.

Ed è per noi motivo di grande soddisfazione averli riuniti tutti insieme per la prima volta in una manifestazione che anche loro certamente ricorderanno con orgoglio e con gioia.


I grandi dello sport bergamasco intervenuti alla cerimonia posano insieme nella sala conferenze del Teatro Donizetti

da sinistra: Rino Lavelli. Alessandro Gritti, Umberto Colombo, Pierluigi Pizzaballa, Carlo Ubbiali,
G.Battista Rota, Giacomo Agostini, Andrea Gatti, Angelo Domenghini, Guglielmo Pesenti,
Gianfranco Baraldi, Francesca Bentivoglio, Antonella Roncelli, Paola Magoni, Felice Gimondi,
Vincenzo Guerini, Valerio Bettoni, Roberto Donadoni, 

Luciano Magistrelli, Mirko Gualdi,
Mario Mangiarotti, Pierangela Leoni ved. Morettini

 

 

 

nell'albo d'oro del prestigioso Premio:

1951 - Carlo Ubbiali

1956 - Carlo Ubbiali

1959 - Carlo Ubbiali

1966 - Giacomo Agostini

1967 - Moto Club Bergamo

1971 - Giacomo Agostini

1976 - Alessandro Gritti

1994 - Giovanni Sala

 

 

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