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Protagonista
tra protagonisti,
per
una simpatica giornata di vita spericolata
Alcuni la definiscono una semplice scampagnata di fine
stagione in sella alla propria moto da "vivere"
fino in fondo con il migliore amico. Altri una gara un po'
folle per gli ingorghi che si creano lungo le viscide e
strette mulattiere del percorso. Chi la definisce ancora
un'avventura entusiasmante, che una volta tanto nella vita
aiuta finalmente a sentirsi un vero protagonista tra tanti
grandi protagonisti. Per la maggior parte dei partecipanti,
infine, una volta che si è giunti al traguardo, resta e sarà
sempre la più bella corsa di moto del mondo.
Una storia di uomini, una storia di piloti e semplici
appassionati di fuoristrada fatta di tanta passione, fatica,
sudore, ma che in questa magica giornata di metà novembre
è sempre riuscita a esaltare al massimo lo spettacolo,
conquistando l'affettuoso abbraccio di tutti i suoi
protagonisti.
Parole, frasi, pensieri, una miscela di sensazioni per
cercare di dire in poche parole cos'è per me questa
manifestazione. Una corsa a cui anch'io ho partecipato
alcune volte con lo stesso spirito che anima tanti
"fermi" dell'enduro. Una giornata da vivere fino in
fondo col pensiero rivolto a un qualcosa di esagerato, a una
vita spericolata. Libertà di azione, divertimento,
scommesse, grignate (risate), contatto con un ambiente dove
i partecipanti devono confrontarsi e superare le difficoltà
della natura.
Ecco perché la Cavalcata delle Valli Orobiche continua a
piacere. L'agonismo fatto per lo più di scommesse tra amici
o di sfide nate per scherzo, alla "Cavalcata" si
mischiano con il più puro dilettantismo. La parola d'ordine
per tutti non è vincere o arrivare tra le prime coppie
classificate, ma solo di giungere al traguardo. Dopo la
fatica ci sarà un premio uguale per tutti: una medaglia
ricordo, un pettorale, qualche coppa per i gruppi più
numerosi e poi ancora tante strette di mano, un brindisi
generale a base di "vin brulèe" accompagnato da
salsicce alla brace, polenta, castagne e panini imbottiti
con un arrivederci all'anno prossimo.
"E' stato bello", "Mi sono divertito",
"Se non fossi caduto ... sarei arrivato tra i primi
ottocento". Questi con ogni probabilità i vostri
commenti a fine gara. Tutti sarete però riusciti a sognare.
Non però dei sogni fatti di parole, ma di vita vissuta. Di
voglia di divertirsi in una semplice passeggiata tra le Valli Bergamasche. Avrete dovuto
sopportare il freddo, la fatica. Avrete sudato e sputato
l'anima. Magari imprecato e poi sorriso. Ma avrete vissuto
una splendida avventura, provando il gusto del coraggio, del
brivido, del rischio, dell'amicizia. Avrete vissuto per un
giorno la vostra vita spericolata.
Ma avrete vinto la vostra gara. Perché arrivare in fondo
col vostro amico alla "Cavalcata", vuol dire
vincere anche se si è arrivati ultimi.
Dario Agrati
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