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MANIFESTAZIONI :: 2011 :: Cavalcata stradale

 

cronaca - ottobre 2011

 

Il tragico incidente di Marco Simoncelli ha cancellato l'atmosfera festosa

 

Anche quest’anno i motociclisti della Cavalcata delle Valli Orobiche hanno visto la loro giornata in sella trasformarsi da gioiosa e spensierata in triste e commovente. Dodici mesi fa la grande kermesse autunnale del Moto Club Bergamo era stata sconvolta dall’incidente che era costato la vita, nei pressi di Brembilla, ad uno dei suoi partecipanti, una fatalità mai accaduta prima in 50 anni della sua storia. Domenica 23 ottobre a gonfiare il cuore di dolore ai centauri, un migliaio quelli regolarmente al via, oltre duemila considerando anche i "portoghesi", è stata la notizia arrivata da Sepang, lo schianto che ha dapprima ferito gravemente e poi portato alla morte il pilota romagnolo della MotoGp Marco Simoncelli.

 

Dell’accaduto si è saputo subito e la mesta novità si è rapidamente diffusa a tutto il lungo serpentone di motociclisti di ogni età ed estrazione sociale. Al primo punto di ristoro di Lovere, sul lungolago già sede del paddock della Valli Bergamasche 2010, non si parlava d’altro. Per tutti era un misto di stupore e sgomento. In molti si sono fermati in qualche bar per vedere le immagini diffuse dalla diretta televisiva. Ogni motociclista sa che il proprio mezzo può improvvisamente trasformarsi da fonte di divertimento in strumento di morte ma quando questo accade veramente resta incredulo, inebetito, è come un pugile che subisce un KO.

 

"Mi hanno informato di quanto successo in Malesia poco dopo le 11" racconta il presidente del Moto Club Bergamo, Andrea Gatti "mi trovavo tra la Via Mala e Dezzo, uno dei tratti del percorso più tortuoso. Stentavo a crederci e la soddisfazione per il positivo andamento della nostra non competitiva ha lasciato il posto alla costernazione. Più avanti, a Lovere, ho raccolto qualche elemento in più, da parte di quanti erano riusciti a seguire direttamente il racconto che arrivava dalla gara e anche per tutto il viaggio di rientro verso l’arrivo non sono riuscito a pensare che a quello".

 

Immediatamente informato del tragico incidente anche il direttore dello shopping center "le Due Torri", Roberto Speri, dove la Cavalcata ha vissuto le fasi conclusive: "Ho seguito la gara della MotoGp in tivù e quanto accaduto a Simoncelli mi ha colpito profondamente. In simili situazioni tante volte ci scappa solo una innocua scivolata, stavolta il destino ha voluto diversamente".

 

"Simoncelli mi piaceva sia come pilota che come personaggio" il commento di Antonio Locatelli, il patron della Airoh caschi di Almenno San Bartolomeo, presente alla Cavalcata sul suo grande motor-home che ha dato un tocco di internazionalità alla manifestazione "abbiamo anche cercato di coinvolgerlo nel nostro team di testimonial, accanto al campionissimo del motocross Tony Cairoli ed all’altro asso della MotoGp Andrea Dovizioso, ma il suo stretto legame con la Dainese e la Agv ce lo ha impedito. Peccato, un tipo estroso e coraggioso come lui avrebbe sposato in pieno la nostra filosofia. La sua mancanza nel circus del Motomondiale si farà sentire."

 

Il luttuoso episodio ha fatto passare in secondo piano ogni aspetto della Cavalcata 2011, anche il grosso impegno organizzativo, fortunatamente andato a buon fine, teso a cercare di tenere sotto controllo quei motociclisti che, guidando in modo spericolato, la snaturano e mettono a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri. Sono state previste due staffette, una davanti al gruppo ed una in coda, composta da quasi trenta addetti, tra i quali anche due carabinieri e due poliziotti della Stradale, ed è stato rafforzato il gruppo dei segnalatori negli incroci nevralgici dislocati lungo l’itinerario, un tracciato di ben 220 km. Ma, come sempre, quasi tutti si sono disegnati, con tagli e variazioni, la Cavalcata su misura. Al Passo della Presolana, ad esempio, saranno passati la metà di quanti erano partiti, a Selvino non si sono visti parecchi dei circa 120 possessori di mezzi d’epoca (sempre ammiratissimi). "Ma va bene così" ha affermato in proposito il vice-presidente del Moto Club Bergamo Raffaele Ghilardi "alla Cavalcata non ci sono controlli e regole, l’importante è parteciparvi con il giusto spirito e rispettando il Codice stradale, i km realmente macinati non contano."

 

I servizi e gli spazi offerti dal piazzale dello stadio, poi, non hanno fatto rimpiangere le zone di partenza precedenti e lo stesso dicasi per quanto messo a disposizione dalle "Due Torri", un capolinea destinato a riproporsi ancora a lungo.

 

il ritrovo al piazzale dello stadio

 

 

  
  
  
  
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