Cavalcata delle Valli Orobiche 1999

38^ edizione

domenica 14 novembre

 

 

GLI ENDURISTI I PIU' FEDELI

GLI STRADISTI AGO DELLA BILANCIA

 

"Siamo comunque soddisfatti, il clima sfavorevole ha tenuto lontano parecchi motociclisti ma sono risultati in numero ugualmente elevato quanti hanno sfidato il maltempo pur di prendere parte alla nostra iniziativa". Andrea Gatti, il presidente del Moto Club Bergamo, non ha perso il buonumore nonostante il calo degli iscritti alla Cavalcata delle Valli Orobiche 1999, poco meno di 2000 dopo gli oltre 3000 del ’98.
"Questi appuntamenti all’aperto, si sa, presentano questa incognita contro la quale non ci sono contromisure."

 

"Il dato positivo" prosegue "è che ci sono gruppi per i quali il clima è pressoché ininfluente, come gli enduristi e, in parte, anche i trialisti, questo significa che almeno per loro tutto il nostro lavoro di preparazione non sarà mai vanificato."
A determinare gli alti e bassi nel grafico delle presenze sono soprattutto gli stradisti, loro sembrano più fedeli al beltempo che non alla manifestazione e del resto è inevitabile sia così: le occasioni simili per gli enduristi si contano sulle dita di una mano e bisogna prenderle come vengono, quelle per gli stradisti sono assai di più e si può fare la selezione.
Così quest’anno si sono presentati in 360, due anni fa (quando piovve a dirotto per tutta la giornata) arrivarono a 168 mentre nella Cavalcata-record del ’94 arrivarono a 1200, nel ’96 a 950 e nel ’98 a 1231.

 

Ma risultare meno del previsto comporta anche qualche vantaggio: al via si respirano meno gas di scarico, lungo il percorso si incontrano meno code, ai punti di ristoro c’è più abbondanza, all’arrivo si è accolti con più calore. 

Al capolinea della escursione, presso il palazzetto del ghiaccio di Borno, c’è stato gran via vai per tutto il pomeriggio ma di niente di paragonabile a dodici mesi prima, tutti hanno avuto la busta ricordo con targhetta, adesivi, opuscolo fotografico e adesivi, si è consumato senza lunghe attese il pranzo caldo a base di ravioli o penne, arrosto e purè di patate, frutta, vino, cioccolato e caffè. 
Circa 160 di quanti avevano regolarizzato la loro iscrizione entro giovedi hanno anche potuto festeggiare qualche vincita extra grazie alla’apposita estrazione (tra loro c’è chi si è portato a casa uno scooter Cagiva Cucciolo, una minimoto, un miniscooter, due tvcolor 14 pollici e alcuni caschi).

 

L’arrivo della Cavalcata, pure stavolta, è stato il punto ideale per incontrarsi. Abbiamo visto campioni vecchi e nuovi, piloti più o meno conosciuti, semplici appassionati. Gli assi del passato Carlo Moscheni e Roberto Azzalin, ad esempio, hanno fatto da apripista al gruppo degli stradisti ed hanno approfittato dell’occasione per incontrare l’ex presidente del Motoclub Bergamo e responsabile della Acerbis Italia Franco Acerbis; il campione italiano di motoslitte e pilota di trial Luca Baschenis ha affrontato il percorso enduro con un quad, uno di quei mezzi fuoristrada a quattro ruote, che lo ha talvolta messo un po’ in difficoltà; l’esperto di cronoscalate Gianpietro Merla ha disatteso i consigli dell’organizzazione superando il Passo della Presolana e ci ha informati di essere risultato vicecampione nazionale di gare in salita in Croazia; il numero uno delle gare revival Augusto Taiocchi ha capitanato il plotone di enduristi d’epoca che ha inaugurato il tracciato enduro; il campioncino tricolore cadetti Paolo Carrara si è dichiarato pronto a raccogliere altri successo l’anno prossimo nella nuova categoria degli junior; il velocista Robi Locatelli ha messo da parte i circuiti d’asfalto e, con gli amici D’Adda e Sala, ha affrontato il percorso enduro.

 

Insomma la Cavalcata è uno spaccato del mondo motociclistico, lo specchio di una passione con tante sfaccettature, tanti sogni ed esigenze che solo queste poche occasioni riescono a coagulare.

 

 

 

 

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