Cavalcata delle Valli Orobiche 199433^ edizionedomenica 13 novembre
UN RECORD TIRA L'ALTRO, SUPERATA QUOTA 3.500A CERETE BASSO UNA AUTENTICA INVASIONE
La Cavalcata delle Valli Orobiche continua a stupire con i suoi numeri da Guinness, la sua ascesa sembra proprio inarrestabile. Domenica 13 novembre la non competitiva motoalpinistica a coppie del Moto Club Bergamo ha raggiunto il traguardo della 33a edizione e per il terzo anno consecutivo è stato migliorato il record di partecipazione arrivando a contare 3.538, si, proprio tremilacinquecentotrentotto, centauri regolarmente iscritti. Nel '92 i "cavalieri" erano stati 2.388, l'anno passato si era sfiorato il tetto delle tremila unità arrivando a quota 2.974.
Quale il perché di tale successo? E' sicuramente un insieme di fattori positivi: la giusta collocazione in calendario che trasforma l'appuntamento nella festa conclusiva della stagione cui non si può rinunciare, la bellezza e suggestività dei posti attraversati, l'esperienza e competenza dell'organizzazione, la notorietà della manifestazione (ne esistono di simili ma nessuna ha il medesimo fascino). Infine, "last but not least", ultima importante variabile, le condizioni atmosferiche, ancora una volta favorevoli grazie alla cosiddetta "estate di San Martino", che ha regalato un fine settimana di bel tempo dopo parecchi giorni di pioggia.
Si è trattato di un incremento uniforme, globale, che ha coinvolto tutti i
Altrettanto lungo il tracciato degli enduristi, quasi 1.300 quelli effettivamente iscritti, risultato un po' indigesto a causa dell'eccessiva percentuale di tratti asfaltati. Doveva comprendere il mitico Passo Campelli, al confine orobico-bresciano, ma i permessi negati in zona Cesarini hanno reso inevitabile l'alternativo Passo del Vivione. Inoltre non poteva comprendere parti della Valli
Bergamasche '94 a causa della legge regionale che vieta di tornare per due anni sui sentieri utilizzati per una competizione. La prima parte del tracciato ha così avuto il momento "clou" a Schilpario, dove è stato allestito un bel fettucciato in stile prova speciale enduro.
I trialisti, ben 679, hanno invece effettuato un tortuoso giro di 70 km comprendente la salita al Monte Pora; i possessori di moto d'epoca, arrivati a quota 149, si sono avventurati lungo i tornanti che portano a Selvino, Dossena, Zambla Alta e Gorno; i ciclomotoristi e scooteristi, esattamente 191, hanno costeggiato il lago d'Endine e il lago d'Iseo, superato Rogno e Angolo Terme e infine superato il Passo della Presolana, a 1300 metri di altitudine.
Tutti sono convogliati verso Cerete Basso dove, al moderno Centro sportivo, era stabilito il punto d'arrivo comune della coinvolgente Cavalcata numero 33. Qui tutti i partecipanti hanno ricevuto una targa-ricordo, un opuscolo fotografico sulla manifestazione ed il buono ristoro col quale rifocillarsi dopo le tante ore trascorse in sella.
Dopo tanti anni di incontrastato dominio, il premio più ambito, quello per il gruppo più numeroso, non è stati vinto dal Team
Benzoni di
Molti, al solito, i personaggi famosi tra i partecipanti: oltre a Gritti e Taiocchi c'erano i vincitori della Sei Giorni negli Stati Uniti Carminati, Nicoli, Sala e Rinaldi, il pilota di Formula 1 Ivan Capelli, l'onorevole leghista De Vecchi, i dakariani De Petri e Vismara, il campione di motonautica Mario Zanetti.
Per la prima volta la Cavalcata ha proposto anche un prologo, il giorno della vigilia, ospitato al fettucciato di Schilpario, e rivolto a quanti operano dietro le quinte: meccanici, direttori sportivi, "ombre", manager e anche cronisti. Sono stati effettuati quattro passaggi e scartato il peggiore, il successo è arriso al citì della nazionale di enduro Franco Gualdi che ha preceduto Gualtiero Brissoni. Tra i reporter successo di Paolo Carrubba del mensile "Motocross".
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