Cavalcata delle Valli Orobiche 199130^ edizionedomenica 10 novembre
UN FESTOSO COMPLEANNO A SONGAVAZZO
La Cavalcata delle Valli Orobiche ha nuovamente fatto centro. Quest'anno non poteva permettersi passi falsi poiché si doveva festeggiare degnamente il traguardo della trentesima edizione e grazie all'impegno di uno stuolo di dirigenti e soci del Moto Club Bergamo (che la organizza dal 1961) e ad una stupenda giornata di sole, con cielo incredibilmente terso e temperatura quasi primaverile, l'obiettivo è stato raggiunto.
La collocazione in piena estate di San Martino, esattamente domenica 10 novembre, ha dato i frutti sperati ed al richiamo della più affermata ed attesa non competitiva in campo motociclistico hanno risposto anche stavolta circa duemila appassionati, oltre milleottocento regolarmente iscritti. Quando nei centri di raccolta delle ultime adesioni ci si è accorti che i duemila pettorali preparati non bastavano si è pensato che anche il record stabilito nell'87 (con poco meno di mille coppie) sarebbe crollato, poi ci si è resi conti che la loro suddivisione non era risultata azzeccata e così è sfumata la possibilità di abbinare alla festa del sesto lustro anche la soddisfazione del nuovo primato di partecipazione. Poco male perché ci si è comunque andati molto vicini, ancora una volta la capacità di mobilitazione dell'appuntamento di fine stagione è emersa prepotentemente, in tantissimi non si sono voluti privare della gioia di ritrovarsi con tanti amici per concludere simpaticamente l'annata.
E' andato tutto piuttosto bene, il collaudato cocktail di elementi che fanno grande questo megaincontro si è dimostrato sempre vincente, ma poteva andare ancora meglio. Il percorso dei fuoristradisti, il gruppo storico della Cavalcata, quelli per i quali venne ideata dal vulcanico Fulvio Maffettini (per i primi anni era una gara vera e propria), non era infatti completamente in sintonia con le aspettative dei circa mille "cavalieri" che l'hanno affrontato. La prima parte era stata infatti modificata, in peggio, proprio alla vigilia, dopo che erano state rispedite al mittente le richieste di transito su alcune mulattiere che lo avrebbero probabilmente reso molto apprezzato se non memorabile. Ci si è così sciroppati un bel pezzo d'asfalto, il Passo della Presolana in un senso e in quello contrario, ma poi ci si è rifatti nella seconda parte quando si è finalmente respirato aria di Valli Bergamasche affrontando passaggi mitici come la discesa di Lantana, la Val di Varro e il Falecchio. Molto spettacolare anche la partenza di questo gruppo, dopo alcuni anni stabilita nuovamente sul greto del torrente Valeggia, sotto il ponte vecchio per Songavazzo. Sono partiti tutti insieme, con la consueta manciata di minuti d'anticipo (ah, la solita impazienza!) e salutati dallo scoppio di alcuni petardi.
Quasi contemporaneamente, intorno alle 10, più tranquillamente ma con altrettanta smania, hanno iniziato, dal Centro sportivo di Cerete Alto, la loro escursione i trialisti, pure loro in buon numero, oltre 250. Hanno affrontato un anello di circa quarantacinque chilometri, in un breve tratto comune a quello dei fuoristradisti, che li ha portati a toccare località suggestive e dalle denominazioni bizzarre: Palà Basso, Valle dei Matti, Cremonella, Camasone, Carnus, Riganzuolo, Sfessa, Co e Soc, Valle dei Frucc, Valmezzana. Era ricco di punti impervi, impegnativo ed è piaciuto molto.
Tutti gli altri gruppi si sono invece ritrovati e hanno iniziato la gita autunnale a Bergamo, alle 9 e 30. Gli stradisti, eccezionalmente numerosi (quasi quattrocento) alla Saiga pneumatici, in via Carducci; i possessori di moto d'epoca (quasi un centinaio) dal Bar Duilio, vicino allo Stadio; ciclomotoristi e scooteristi, pure loro più del previsto (una novantina), dalla Polini ricambi, in via Corridoni.
Come già dodici mesi fa hanno partecipato alla manifestazione anche una ventina di auto fuoristrada Suzuki del team Masserini (partiti dalla concessionaria di Tullio Masserini, in via Borgo Palazzo), una presenza gradita che ha esteso alle quattro ruote la mastodontica "kermesse".
Nel campo di calcio si è assistito al consueto spettacolo delle tantissime motociclette di ogni tipo, marca ed età affiancate una all'altra mentre tra i partecipanti non passavano inosservati vari personaggi molto conosciuti dell'ambiente: c'erano Alessandro Gritti ed il fratello Giovanni, Andrea Marinoni, Fabio Farioli, Giovanni Sala, il responsabile tecnico dell'enduro azzurro Franco Gualdi, i dirigenti federali Paolo Sesti e Ettore Tacchini, i velocisti Merla, Morotti e Berti (gli ultimi due coi caratteristici Gerosa con doppio portapacchi), Carlo Moscheni, "nonno" Foresti, l'ideatore della Cavalcata Fulvio Maffettini (col suo fido scooter) e tanti altri. Ogni "cavaliere", al solito, aveva qualcosa di divertente da raccontare, qualunque fosse il percorso effettuato le occasioni per suscitare buonumore non erano mancate e così anche quest'altra Cavalcata poteva essere inserite nell'album dei ricordi più piacevoli della propria storia motociclistica.
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