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MOTO CLUB BERGAMO - 24126 Bergamo - via Carnovali 84

telefono e fax 035.4592744 - mail info@motoclub.bergamo.it

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le manifestazioni :: 2002 :: 38^ Valli Bergamasche

 

Clusone - 18 e 19 maggio

 

cronaca primo giorno

 

Due titoli mondiali assoluti in fila non si vincono per caso. Juha Salminen è un campione, questo è certo, e un vero campione di enduro deve poter vantare una vittoria assoluta nella gara più prestigiosa, la "Valli Bergamasche". Detto fatto. L’asso finlandese di Vanta, 25 anni, punta di diamante dello squadrone Ktm, ha colto l’occasione e oggi - nella 1a tappa della 38a edizione della competizione made in Bergamo - ha colmato la lacuna con una prestazione straordinaria: ha vinto 11 speciali su 14 ed ha piegato il grande avversario, il fuoriclasse australiano Stefan Merriman. Il "canguro" della Husqvarna partiva coi favori del pronostico, a far lievitare le sue azioni era stata la sua prova di forza nello scorso fine settimana nel Gp di Francia. In realtà era partito bene, aggiudicandosi la 1a prova speciale, dislocata presso Fiorine, ma poi nulla ha potuto contro lo scatenato rivale, col quale è in lotta sia per il titolo assoluto che per quello della classe 400 4 tempi. I riscontri cronometrici parlano chiaro: 36 i secondi fra i due. La voglia di riscatto dello sconfitto (vincitore della Valli ’99, non dimentichiamolo) renderà sicuramente elettrizzante anche la tappa di domani. Nell’assoluta ha chiuso 3° un altro finlandese, Samuli Aro, a segno nella classe 250 2t, cilindrata dove ha fatto faville il cuneese Jarno Boano, riuscito a concludere in 2a posizione (e sesto assoluto, primo degli azzurri), un ottimo risultato se consideriamo che nella graduatoria provvisoria occupava alla vigilia il 7° posto. Secondo posto di classe (nonchè 7° assoluto) anche per il numero uno dell’enduro bergamasco, il gorlese Giovanni Sala, grande beniamino del folto pubblico che ha seguito con entusiasmo l’avvenimento in tutti i punti più coinvolgenti. Per lui è stato un finale al fotofinish, basti pensare che ha preceduto lo svedese Carlsson per qualcosa come 5 centesimi di secondo, e questo dopo aver disputato 14 tratti cronometrati per un totale di oltre un’ora di discriminanti. Che beffa sarebbe stata perdere l’argento, nella gara di casa, per così poco! Niente da fare, invece, per la vittoria, il 5 volte iridato Anders Eriksson, svedese, è veramente troppo veloce, mentre il finlandese Ahola, secondo della provvisoria, penalizzato da un’avaria Salminen in prova speciale meccanica, ha alzato bandiera bianca. Giù dal podio il nostro giovane più promettente, Simone Albergoni, quinto nella 125 dove hanno dato spettacolo lo svedese Larsson e il francese Germain. Nel loro caso anche il fotofinish sarebbe stato insufficiente, a dividerli è stato solo un centesimo di secondo, roba da Guinness! Limitato anche il distacco del terzo, il leader Silvan, altra stella finlandese, indietro di due secondi. La 250 4t, infine, è andata al solito svedese Bergvall, 2° Edmondson. Come era stato facile prevedere, insomma, non è maturata alcuna vittoria azzurra però il fascino della Valli ha inserito una marcia in più a molti dei nostri ed i risultati sono decisamente più confortanti rispetto alle precedenti prove in Spagna, Portogallo, Grecia e Francia. La manifestazione è stata all’altezza della sua fama, il direttore di gara Renzo D’Adda non ha dovuto apportare la benchè minima variazione al programma, le cinque prove speciali sono una più bella e spettacolare dell’altra (oggi verranno ripetute per un totale di 13 riscontri cronometrici), la novità "trialera", la zona assai accidentata inserita a fine corsa in via sperimentale, ha richiamato un pubblico da stadio ed è proprio risultata coinvolgente come si prevedeva. Molti dei migliori non hanno rischiato e l’hanno affrontata in surplas, per la cronaca (non valeva per la gara ma assegnava interessanti premi in denaro) ha vinto il britannico Knight su Bazzurri e Scovolo. 

 

LE INTERVISTE A CALDO -  "Che brivido quando al traguardo mi hanno detto che forse avevo perso il secondo posto per pochi decimi!" . E’ di Giovanni Sala il primo dei commenti raccolti a caldo, all’arrivo della prima tappa. "C’erano pareri discordanti tra i cronometristi del mio team e quelli di un altro, per fortuna è andata bene. La gara è stata proprio bella, mi preme sottolineare il tifo del quale ho potuto godere, davvero da favola. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i miei estimatori, mi hanno proprio fatto dare il massimo." - Anche alla trialera è stato fra i pochi big che non si sono tirati indietro... "Come si fa, con tali incitamenti io non riesco ad abbassare il gas, è più forte di me, del resto si meritavano tutto il mio impegno, no?". Tra i passaggi più tribolati, invece, quello del bresciano Botturi, alla fine 5° nella 400 4t. "Volevo sfruttare al meglio un doppio salto, se andava bene guadagnavo un paio di secondi, non ce l’ho fatta e la moto mi è scappata via" spiega l’ex nazionale di rubgy "comunque non mi sono fatto un graffio, e domani mi sa che si riprovo". "Non sono molto soddisfatto" afferma il giovane Albergoni. Puntava al podio e ha chiuso quinto. "Sono stato troppo discontinuo, in alcune prove andavo benone, in altre perdevo troppo tempo, così facendo non si va troppo lontano. In particolare ero troppo teso nelle prime speciali, ho sentito troppo la gara, poi, per fortuna, mi sono un po' sbloccato". Ovviamente felice, invece, Salminen, il vincitore assoluto, allievo prediletto del pluri-titolato Tiainen:"è stata una gara lunga, impegnativa, con bei percorsi in montagna, mi è proprio piaciuta. Oggi ero proprio in forma, mi piacerebbe proprio fare il bis anche nella seconda tappa anche perchè superare Merriman proprio alla Valli è una soddisfazione speciale." "Stavolta Salminen è stato davvero bravo" ha detto l'australiano "non ho alcuna scusante o recriminazione. Ovviamente non ho gradito di essere stato battuto e intendo rifarmi." 

 


 

LE IMPRESSIONI  DI DONATELLA TIRABOSCHI

INVIATA DEL QUOTIDIANO "L'ECO DI BERGAMO"

PER LA PRIMA VOLTA SPETTATRICE DI UNA GARA DI ENDURO

Benvenuti a Clusone, la Monza dell'enduro. A dominare non è il rosso del Cavallino, ma il giallo che sta a metà tra lo sponsor e le infinite declinazioni delle tute, gusci di pelle, caschi e occhiali colorati di nuova generazione (anche quelli gialli, in omaggio a Vasco Rossi) che li riparano dai moscerini, immergendo i motociclisti in un mondo psichedelico. Benvenuti alla festa della moto. Troncatura del prosaico motore che implica suggestioni che attengono al cuore profondo del mezzo: qualcosa che si muove nell'aria e nel vento, come un pensiero, una cavalcata di libertà.

Un ronzio come elemento caratterizzante, come l'odore dell'olio di cui il pianoro delle Fiorine è intriso. Essenza, profumo inconfondibile, per chi sa godere del perfetto cambio di un motore intonato dal carburatore pulito, o dall'innesto facilitato delle marce regalato, appunto, dal cambio dell'olio del carter. Il "budello" della prima prova, sagomato che sembra una montagna russa, è l'apoteosi del muoversi intenso di questa specialità, una parentesi di ebbrezza controllata e "guidata". Cavalcare la moto, diventare un centauro inafferrabile, sentire l'energia del motore...I ragazzi stravedono per quelle impennate, i dossi che proiettano a due metri da terra , vivono quell'euforia motociclistica che scaturisce dall'accelerazione della ripresa. Non a caso centinaia di persone sono abbarbicate sul punto più alto della prova, là dove il percorso segna un'ellisse su una pendenza che deve superare di un bel po' il venti per cento. Novelli superman, i motociclisti atterrano come molle, cadono sempre in piedi, riagguantando la moto che sembra sfuggire al controllo. Si rialzano subito in piedi, anche se cadono all'indietro e non indossano una tuta dotata di air bag a protezione della schiena che si apra in caso di caduta. Astuzia, ripresa, velocità e irriverenza. Ma anche conoscenza dei propri limiti, osare controllando. Chi cavalca la moto è proiettato in una dimensione unica, sempre in bilico tra la percezione di se, del proprio mezzo, e la rivalsa nei confronti dell'ostacolo, della curva angolata, del dossello malefico. Il tifo, che si insinua tra le strisce colorate del tracciato, è attento e competente. E' un tifo euforico, sovreccitato perché non capita tutti i giorni di assistere a certe prove. Occhieggiano, qua e là, striscioni di incitamento, lenzuola dipinte alla buona: benedizioni a Passeri "Che la forza sia con te" e una constatazione scherzosa "Marco sei forte ma sei dopato". 

 


 

cronaca secondo giorno

 

L’enduro è uno sport di nicchia, seguito da un numero limitato di appassionati, ma quando si intreccia con la Valli Bergamasche riesce a trasformarsi, si rigenera andando a recuperare tutti quanti - prima o poi - lo hanno frequentato, tutti quanti - in mezza Europa - lo amano e lo seguono, sfoderando così la forza di un grande evento. E’ successo anche in questo fine settimana, alla 38a replica del gioiello targato Moto Club Bergamo, ospitato nell’altipiano clusonese e in Val Borlezza, valevole quale 5a prova del mondiale 2002. Complice il bel tempo (la temuta pioggia è arrivata solo intorno alle 13, a giochi ormai quasi fatti), è stata una grande festa, ha coinvolto migliaia e migliaia di spettatori, ha proposto quanto di più aggiornato questa disciplina fuoristrada è oggi in grado di esprimere, ha saputo tenere vivo l’interesse grazie ai duelli tra i tanti campionissimi che la animano. Se ieri, in occasione della 1a tappa, ci si era stupiti delle oltre 10 mila presenza lungo il tracciato di gara, oggi la corsa ha saputo essere ancora più coinvolgente, in tutte le cinque decisive prove speciali si sono assiepati in tantissimi, ai passaggi degli azzurri e dei migliori trombe e incitamenti erano più da stadio che da polverosi e improvvisati circuiti ricchi di saliscendi mozzafiato. Alla conclusiva "trialera", l'anomala prova in linea su percorso molto accidentato, si è raggiunto l'apice e neppure la pioggia ha spento il fuoco di tale incredibile passione. Qualche inconveniente la pioggia lo ha comunque creato. La prova speciale numero 11 (alle porte di Clusone, denominata Fiorine Tamoil) è stata giocoforza modificata (un passaggio era diventato improbo) e poichè l'operazione è stata effettuata dopo i primi passaggi è stata - per evitare discriminazioni - annullata. Sempre la pioggia ha poi penalizzato i concorrenti partiti più tardi che hanno trovato i sentieri ed i "cross test" del percorso più dissestati e non hanno potuto dare filo da torcere a quanti li avevano preceduti. Ne hanno risentito i cosiddetti "outsiders", le "wild card", quanti non possono o non vogliono correre tutto il campionato mondiale e si limitano a partecipare al Gp casalingo venendo inseriti alla partenza dopo i primi di ogni classe.

 

Come già sabato, l’indiavolato finlandese Juha Salminen, già campione mondiale assoluto nelle due ultime stagioni, ha dimostrato di essere una spanna sopra tutti, ha infilato il migliori riscontri cronometrici in quasi tutte le prove speciali, l'abituale avversario Merriman si è innervosito commettendo qualche errore e così per le altre posizioni del podio assoluto hanno trovato visibilità gli altri due finnici Anders Eriksson e Mika Ahola, rispettivamente primo e secondo nella 500 4 tempi. Il vincitore assoluto delle due giornate, dedurlo è semplice, è stato così Salminen, è lui il nuovo campionissimo entrato nella storia di questa competizione. La sua forza? Un azzecato cockatil di tecnica sopraffina, tanto talento, molta modestia, intensi allenamenti, un maestro del calibro di Tiainen (il pilota più titolato della specialità). Dietro di lui molto staccati gli azzurri ma anche ieri, comunque, qualche bella soddisfazione non è mancata. Giovanni Sala, al solito non si è risparmiato, ce l'ha messa tutta per ben figurare ed è riuscito a conquistare la quarta piazza nella combattutissima classe 500 4 tempi, davanti hanno chiuso Eriksson, Ahola e a Carlsson, battuto sabato per un'inezia. Nell'assoluta di classe dei due giorni è risultato terzo. 

Bravo pure il cuneese Jarno Boano, terzo nella 250 2 tempi. Per lui due podi alla Valli, niente male come bilancio, sabato solo Aro aveva fatto meglio, ieri anche Laaksonen è riuscito a stargli davanti. "E pensare che in una prova speciale lo avevo raggiunto e quindi gli ero passato davanti nella classifica, poi una scivolata mi ha rovinato la festa" ha spiegato il pilota della Honda. Senza l'esclusione della speciale 11 sarebbe stato secondo della classe 125 Simone Albergoni, invece si è dovuto accontentare della quinta piazza. La stoffa, in ogni caso, non manca, prima o poi questo ragazzo saprà probabilmente raccogliere l'eredità dei campioni attuali. A primeggiare nella minima cilindrata è stato il finlandese Petteri Silvan, un po' a disagio lo svedese Larsson, preceduto anche dal francese Germain e dall'altro finlandese Pohjamo. Subito dietro Albergoni ecco Ivan Boano, fratello minore di Jarno. Senza storia la classe 250 4le premiazioni conclusive con Salminen al centro del podio tempi. In questo gruppo fa il bello e il cattivo tempo lo svedese Peter Bergvall, non riescono proprio a contrastarlo nè il polacco Oblucki nè il connazionale Gustafsson. Un altro confortante 5° posto, nonostante sia un privato, ha portato a casa il privato comasco Riccardo Fermi, bene anche Giuseppe Canova, castionese, 6°, che ha ben sfruttato il fattore campo. Altri italiani che meritano una segnalazione Mario Rinaldi, 6° nella 500 4 tempi, e Arnaldo Nicoli, coriaceo conduttore di Ardesio, 9° e primo degli italiani nella 400 4 tempi. In questo gruppo si è invece ritirato il bresciano Botturi. E la trialera? Sembrava cucita addosso al britannico Knight che, per consolarsi del risultato non proprio brillante in gara, ha centrato una bella doppietta e si è intascato il premio più consistente messo in palio (1000 euro al giorno). Ma perchè il premio? Per stimolare l'impegno anche da parte di quanti - non contando i tempi per il campionato - avrebbero finito per snobbarla, procedendo a rilento per non incappare magari in qualche caduta capace di pregiudicare tutto. Diversi, invece, gli altri con lui su questo podio. Sabato sono risultati 2° Bazzurri e 3° Scovolo, ieri - udite udite - ha concluso 2° l'insaziabile Salminen mentre 3° si è piazzato Jarno Boano. Festose le premiazioni finali con tutti i piloti da podio riuniti con, ovviamente, Salminen sopra a tutti. Finalmente rilassati i primi artefici della riuscita manifestazione, il presidente del Moto Club Bergamo Andrea Gatti e il direttore di corsa Renzo D'Adda, soddisfatto anche il primo sponsor Franco Acerbis, un po' emozionati tutti i 400 addetti che hanno dato il loro contributo affinchè ogni ingranaggio della complessa macchina organizzativa funzionasse, hanno svolto un lavoro tanto impegnativo quanto oscuro ma per la "Valli" - chi ama l'enduro - qualche sacrificio lo fa sempre volentieri. 

 

 

LE INTERVISTE A CALDO -  Se ieri all’arrivo i piloti si presentavano stanchi, oggi erano quasi stremati. Gli ultimi chilometri del percorso - reso ancora più insidioso dalla pioggia - si sono rivelati micidiali. "Si, è stata davvero dura" ha esclamato Mario Rinaldi, il primo a riporre il proprio mezzo nel parco chiuso, intorno alle 14 e 28 "l’infortunio patito ad inizio stagione, a causa del quale ho saltato alcune gare, mi condiziona ancora...e poi con la nuova cilindrata, la 500 4t, non è ancora scattato il feeling, non rendo come potrei, probabilmente ho bisogno di un’altra stagione di rodaggio". Pochi secondi ed arriva Giovanni Sala. Tra i due c’è una sana rivalità sportiva ma sono grandi amici, quanto avvenuto tre anni fa - con Sala che gli ha soffiato il titolo in zona Cesarini a parità di punti - è dimenticato. "Hai visto che ti ho salutato durante la prova speciale?" gli chiede infatti l’asso bergamasco. "Certo" è la sua risposta, e io ti ho risposto alla curva successiva!" E giù a ridere. Se questa è antipatia! Poi Sala si fa serio e prende ad analizzare la gara. "Sono certamente andato meglio ieri, ho sofferto soprattutto il formarsi di profondi canali nelle curve delle discriminanti. Quando devo adattarmi alle traiettorie degli altri mi innervosisco e rendo assai meno. Non importa, sono comunque soddisfatto, ho avuto tutto il pubblico - davvero straordinario - dalla mia parte e questa è una cosa che mi fa sempre tanto piacere". Sorridente Ahola, costretto al ritiro sabato, ieri strepitoso. "Ho fatto una gran fatica a prendere il giusto ritmo" dice "ma quando ho capito l’antifona e affrontato le curve e i salti nel modo adeguato mi sono proprio piaciuto, andavo proprio forte e nelle speciali conclusive sono riuscito a rosicchiare un bel po’ di secondi ad Eriksson". "Oggi è andata proprio meglio" esclama poco dopo Simone Albergoni, l’astro nascente dell’enduro Bg "ma non chiedetemi come mai, non so spiegarmelo. Ho sempre battagliato per le prime posizioni, sul podio ci sono di sicuro. A proposito della trialera, la novità di questa Valli, io non sono tra i più entusiasti , è certamente positiva per lo spettacolo, meno per noi piloti". Ed eccoci ai due grandi primattori di questa 38a Valli, il finlandese Salminen e l’australiano Merriman. "Mi sa che questo Gran premio è stato quello della svolta" spiega felice l’asso di Vantaa "adesso nell’assoluta ho allungato mentre nella classifica provvisoria della classe Merriman è ad un passo...e le prossime due gare si disputeranno in Scandinavia. Oggi ho proprio attaccato, l’idea era di stuzzicare Merriman e magari fargli commettere qualche errore nel tentativo di prendersi la rivincita della prima tappa". La mossa pare aver funzionato. "Sono scivolato in un paio di prove speciali ed una volta mi si è anche spento il motore" spiega infatti il "canguro" volante. Il suo bilancio, pur positivo, non rispecchia ovviamente quelle che erano le sue attese della vigilia, diventare un doppio vice per un pilota della sua caratura equivarrebbe ad una sconfitta. Con la visiera del casco rotto ecco al traguardo Jarno Boano. "Che botta, ragazzi" esclama "ho sbattuto contro il palo della fotocellula all’arrivo dell’ultima speciale, quindi praticamente all’ultima curva che conta della gara. Non mi sono fatto niente ma sono ancora frastornato. Tra le tante cose che ho apprezzato di questa bellissima gara mi preme segnalare il tifo imparziale dei tifosi, c’erano incitamenti per tutti gli azzurri in lotta per i primi posti, non solo per i piloti di casa". 

 

 


 

il giorno dopo, un bilancio straordinario

Quando una competizione richiama quasi 250 concorrenti da mezzo mondo, quando sono in migliaia ad accorrere a gustarsela, quando i momenti di spettacolo si susseguono a ritmo incalzante, quando anche chi la segue per la prima volta ne resta affascinato, allora significa che una manifestazione è davvero speciale. E’ il caso della Valli Bergamasche, la regina delle gare di enduro, tornata alla ribalta lo scorso fine settimana a Clusone e dintorni per festeggiare il 38° compleanno, proporre il 5° appuntamento mondiale 2002 e indicare chi sono gli attuali marziani della specialità. E’ stata una gara, una gran gara, ma anche una festa, una gran festa, chi voleva sapere a che punto è l’enduro moderno e come sarà prossimamente ha avuto quasi tutte le risposte. Ci saranno più prove speciali (sabato erano 14, domenica 13 poi diventate 12 causa pioggia), ci sarà la trialera, la prova su tratto molto accidentato, ci saranno trasferimenti un po’ meno impegnativi, ci saranno i tecnici giusti ai posti giusti, saranno scelte località di una certa risonanza. "Anche altre prove del mondiale sono state ben organizzate ed hanno proposto ottimi tracciati" sottolinea Fabrizio Azzalin, team manager dello squadrone Husqvarna "ma in alcuni casi ci si è ritrovati in paesini sperduti sulle colline e completamente sconosciuti. 

Quando invece parli di Clusone è un po’ come nominare Assen o Jerez in campo velocistico, in questi posti trovi un’atmosfera inimitabile, qui l’enduro è tradizione, è storia, è costume. Quando parli della Valli è come nominare la Dakar in campo rallistico, nessun’altra gara sa sprigionare lo stesso fascino". E’ tale il suo prestigio che nei piloti suscita tensioni mai provate. Ne abbiamo avvicinati una decina alla partenza della prima tappa, tutti erano inquieti. Giovanni Sala, 20 anni di carriera e cinque iridi sulle spalle, in particolare, ci ha detto:"sono teso come la corda di un violino, mi sembra di essere un cadetto alle primissime gare, non vedo l’ora di poter dare gas alla prima speciale così magari mi sblocco!". Ma volendo proprio trovare il pelo nell’uovo il percorso non era proprio da Valli doc, secondo i puristi della specialità era un po’ troppo facile. "Ci volevano la zona di Plarina e la Valle di Sant’Antonio" ci ha detto l’ex campione Gianmario Facchinetti "ma temo non sia stata una scelta quanto uno stop per mancanza di permessi. Peccato, per una gara di tale caratura si poteva anche chiudere un occhio. Fra l’altro, su quei terreni, si sarebbero anche favorite maggiormente le caratteristiche tecniche degli azzurri". 

E la grande innovazione trialera? Come ogni mutamento ha generato consensi e perplessità, spunti critici e consigli. "E’ una discriminante che si intende introdurre allo scopo di privilegiare le capacità ed il coraggio dei piloti piuttosto che la competitività dei mezzi" spiega Walter Giupponi, il responsabile federale dell’enduro" "avrà magari bisogno di qualche aggiustamento ma sono certo che dal 2003 la ritroveremo ad ogni gara. Rientra in un contesto di tante altre variazioni studiate allo scopo di rendere sempre più interessante e al passo coi tempi questa disciplina. Tra le altre cito la riduzione delle classi, lo sconfinamento fuori Europa con la tappa 2003 in Marocco, la riduzione dei partecipanti privilegiando solo i veramente capaci, la ridenominazione della Sei Giorni in Enduro delle Nazioni." "Non è una brutta idea quella della trialera" è il parere di Tullio Masserini, altro ex campione, uno che mastica di moto da quasi 50 anni "non la inserirei però al termine del primo giorno. Si rischia di farsi male e condizionare anche la tappa successiva. Anche l’aiuto esterno dei due meccanici non mi convince." 

Un plauso, per chiudere, merita l’intera struttura organizzativa del Moto Club Bergamo, un grazie agli speaker che hanno reso più comprensibile l’avvenimento ai meno esperti, un bravo ai responsabili delle prove speciali che hanno realizzato ottimi tracciati, un bel 9 ai cronometristi alle prese con 29 riscontri in due giorni, un grazie lo stesso ai piloti azzurri che ce l’anno messa tutta per cercare di sconfiggere gli assi scandinavi, al momento davvero troppo forti. 

 


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