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La
concorrenza esiste, ed è di buon livello, ma al
momento Dougie Lampkin è veramente troppo forte,
attualmente è lui l’indiscusso mattatore del trial.
L’asso britannico, figlio del campione degli anni
’70 Martin, già quattro volte campione del mondo,
ha dimostrato le sue qualità anche ieri, alla prima
tappa del Gran premio d’Italia, sesta prova del
mondiale 2001, ospitata in Alta Val Brembana con la
valida organizzazione del Moto Club Bergamo. Si tratta
della sua nona affermazione stagionale in undici
corse, sul podio con lui, e non è una coincidenza,
sono saliti gli unici due piloti riusciti quest’anno
a batterlo, il giapponese Takahisa Fujinami, buon
secondo, e il giovane emergente spagnolo Adam Raga,
terzo, più staccato.
Lampkin,
in verità, non è partito proprio col piede giusto.
Alla zona 1, lungo il torrente a due passi
dall’hotel Pineta, è incappato in un
"tre" mentre parecchi dei suoi avversari
avevano poco prima fatto meglio, in particolare Colley,
Raga, Camozzi e Pasquet, riusciti ad esordire con un
percorso netto da zero punti. Ancora qualche
incertezza per lo stambecco inglese della Montesa-Hrc
alla ripida zona due, dove ha preso una penalità, ma
poi - entrato in carburazione - ha cominciato a dare
spettacolo con la sua guida pulita ed efficace,
attaccando con determinazione anche gli ostacoli più
ostici riuscendo via via a domarli. Solo in una prova,
la 11, neppure lui (come già tutti gli altri in
precedenza) non ha potuto nulla. Al termine della
prima
tornata il punteggio parlava già piuttosto
chiaramente. Lampkin in testa con 24 punti, secondo
Fujinami con 33, terzo Cabestany a quota 38. Piacevole
sorpresa la sesta piazza provvisoria per il numero uno
azzurro, il comasco Dario Re Delle Gandine. Secondo
giro quasi per tutti a tempo di record - dopo che il
gruppo dei migliori (partiti per ultimi) aveva
utilizzato ben 4 ore e 15, delle 5 e 30 a disposizione
nell’arco della gara, per completare la prima
tornata - e situazione finale poco modificata.
Vinceva
Lampkin con un totale di 45 punti (ai 24 iniziali ne
aggiungeva 21 nel secondo passaggio) e seconda piazza
per Fujinami, meglio noto nell’ambiente cone Fujigas,
al traguardo con un totale di 58 punti. Crollo,
invece, per l’iberico Cabestany che dalla terza
piazza scivolava alla decima lasciando spazio a Raga,
terzo con 78 punti. Bravo l’ex iridato Colomer, buon
quarto, quinta posizione finale per Freixa, sesta per
l’altro forte nipponico Kuroyama e settima,
insperata alla vigilia, per Re Delle Gandine. La
manifestazione, accompagnata da discrete condizioni
atmosferiche e seguita da almeno tremila appassionati,
è entrata nel vivo alle 11.00. Il primo concorrente
ad avviarsi verso il selettivo tracciato è stato il
giovane del Team Italia Daniele Maurino. Alla prima
zona, perù, dopo oltre venti minuti di attesa, è
stato il bresciano delle Fiamme Oro Fabio Lenzi a
rompere il ghiaccio ed a iniziare il carosello di
esibizioni funamboliche. Non è stato un buon avvio,
ha sbagliato ed è stato punito con il classico
"cinque". Parecchi lo hanno imitato nelle
battute successive, poi, passaggio dopo passaggio, con
l’aumentare del tasso tecnico, i punteggi sono
diminuiti fino ad arrivare, "dulcis in fundo",
alle pennellate da applausi di Lampkin.
Ecco,
proprio il grande margine tra campioni e comprimari,
ancora una volta, ha caratterizzato i passaggi ad ogni
zona controllata. Quello che sembrava insormontabile
veniva trasformato in punto difficile, l’ostacolo
che appariva al limite del ribaltamento diventava solo
un tratto molto impegnativo. Il culmine della giornata
si è vissuto tra le 16 e 30 e le 17, al primo
passaggio dei "top rider" alla zona 15,
l’ultima, realizzata ad un passo dal condominio
Valgussera e dal piazzale degli alberghi. Terminava in
un vero e proprio muro di cemento di almeno due metri
di altezza, tutt’intorno si erano assiepati tutti
gli spettatori. Solo Kuroyama e Lampkin sono riusciti
a superarlo, il primo con un percorso netto, il
campione mondiale con un punto, l’entusiasmo di
tutti i presenti ha toccato il culmine. Medesimo show
un’ora dopo, al secondo passaggio, e questa volta
erano Fujinami e il solito Lampkin gli acrobati da
urlo, gli unici a passare aldilà, ambedue "a
zero". Pochi minuti e i due erano già sul podio
a stappare lo spumante, concedendo battute risultate
altrettanto apprezzate delle loro gesta sportive. Oggi
lo spettacolo replica con partenza però anticipata
alle 9.30. "Con ogni probabilità effettueremo
qualche modifica ad alcune zone" ha affermato il
direttore di gara Roberto Moioli, complessivamente
soddisfatto - come un po’ tutti gli organizzatori -
per l’esito della prima giornata "le zone
imputate sono la 3, la 11 e la 15. Ma resterà una
gara dura, su questo non ci sono dubbi."

Dougie
Lampkin
LE
INTERVISTE
RE
DELLE GANDINE: "UNA GIORNATA MEMORABILE"
E’
al settimo cielo Dario Re Delle Gandine, il campione
italiano, quando scende di sella al termine della
prima giornata. "Sono veramente contento, ho
fatto proprio una bella gara. Ci ho creduto, non ho
voluto seguire nessuno e neppure sapere i punteggi
degli altri, ho fatto le mie scelte con indipendenza,
cercando solo la concentrazione ed ha funzionato. Non
ho mai ottenuto un risultato così importante in un
Gran premio, alla vigilia mi ero prefisso un posto tra
i primi dieci, la settima posizione è fantastica,
questa è una giornata memorabile. La gara era molto
difficile ma con solo due-tre piccole variazioni,
secondo me, può diventare perfetta." E’
soddisfatto pure Fujinami del suo secondo posto ma
promette: "domani, nella seconda tappa, voglio
proprio tentare di vincere. Abbiamo effettuato la
seconda tornata a velocità sostenuta perchè nel
corso del primo giro le difficoltà del tracciato ci
hanno fatto perdere un sacco di tempo. In ogni caso la
corsa mi è piaciuta e penso di poter fare ancora
meglio.
"
Felice ma un po’ preoccupato Lampkin: "ho vinto
ma per domani penso che sarà difficile ripetersi,
Fujinami mi sta dando parecchio filo da torcere e non
potrò permettermi nessuna distrazione per fare il
bis." Altro pilota che ha festeggiato il giovane
spagnolo Josep Manzano, 17° nel mondiale ma primo
nella Coppa junior davanti al giapponese Tanaka ed
all’italiano Valerio Bauce. "Non è andata
benissimo ma con questo risultato ilo mondiale junior
è ormai vicinissimo, forse già al termine della
seconda tappa lo posso conquistare in anticipo."
Per finire un commento del presidente del Moto Club
Bergamo Andrea Gatti, da giorni impegnatissimo
nell’allestire l’evento. "La macchina
organizzativa sta rispondendo al meglio, sono lieto
che gli appassionati stiano intervenendo numerosi, per
quanto riguarda le difficoltà del percorso io ritengo
che una gara mondiale non possa che essere così,
selettiva e in sintonia con le capacità dei
migliori."
LA
TOP TEN DELLA PRIMA TAPPA
Dougie Lampkin (Montesa Hrc - Gbr) 45 (24 + 21)
Takahisa Fujinami (Montesa Hrc - Jap) 58 (33 + 25)
Adam Raga (Gas Gas - Spa) 78 (42 + 36)
Marc Colomer (Gas Gas - Spa) 83 (45 + 38)
Marc Freixa (Sherco - Spa) 84 (39 + 45)
Kenichi Kuroyama (Beta - Jap) 87 (44 + 43)
Dario Re Delle Gandine (Montesa - Ita) 89 (41 + 48 - 4 zero)
Graham Jarvis (Sherco - Gbr) 89 (40 + 49 - 3 zero)
Marcel Justribo (Sherco - Spa) 94 (49 + 45 - 4 zero)
Albert Cabestany (Beta-Spa) 94 (38 + 56 - 3 zero)
SECONDA
GIORNATA DI GARA
Un’altra
prestazione straordinaria di Dougie Lampkin che ha
bissato l’exploit di sabato, una splendida cornice
di pubblico lungo tutte le zone del tracciato, una
fantastica giornata con sole cocente e cielo limpido. Ecco i più
importanti ingredienti che hanno decretato il successo
della seconda giornata di gara del Gran premio
d’Italia di trial, la sesta prova del campionato
mondiale, ospitata al culmine dell’Alta Val Brembana,
tra paesaggi prealpini mozzafiato. Si è trattato di
una manifestazione notevole, che ieri ha vissuto il
proprio culmine. Per gli addetti ai lavori - e
soprattutto per i responsabili del percorso - è
iniziata molto presto. Sabato, nel tardo pomeriggio,
si era infatti scatenato un temporale tanto breve
quanto violento, con grandine e vento, e le 15 zone
controllate avevano bisogno di essere risistemate. In
più, essendo risultate in alcuni casi troppo
difficili, le pressioni della giuria internazionale,
dei piloti e delle case, avevano indotto lo staff
tecnico ad "ammorbidirle" almeno un po’.
Il restyling è riuscito ed infatti i punteggi finali
sono risultati più contenuti rispetto alla prima
tappa. La prima partenza è stata data alle 9.30 e
questa volta è toccato a Riccardo Vitali, uno dei 18
azzurri della partita, a scattare per primo. Nel
frattempo dai tornanti che salgono a Foppolo era un
continuo via vai di mezzi di appassionati che salivano
per raggiungere i punti chiave della kermesse
motoristica. Difficile quantificarli, alla fine, per
gli organizzatori, sicuramente cinque-sei mila,
compresi i numerosi abituali frequentatori di Foppolo,
possessori di seconde case, accompagnatori e amanti
della zona. Solo poco prima di mezzogiorno, però, la
competizione è entrata nel vivo quando il gruppo dei
primi (Lampkin è partito alle 11.10) ha raggiunto le
iniziali "non stop". Qualche scaramuccia tra
i "big" alla prima zona, poi due
"cinque" in fila per Lampkin (caso raro) e
primi fuochi d’artificio al tratto controllato
numero cinque, un infido lastrone quasi perpendicolare
che qualche pilota, sbagliando, ha trasformato - suo
malgrado - in megascivolo.
Pochissimi
quanti sono riusciti a raggiungere l’agognata vetta,
il giapponese Fujimani, secondo sabato, ha ottenuto
tre punti, medesimo risultato per Cabestany e Jarvis
mentre il quattro volte campione del mondo Lampkin ha
iniziato a dare dimostrazione della sua classe
limitandosi a due soli punti, il miglior parziale. Un
caloroso applauso e poi tutti all’inseguimento dei
concorrenti - chi a piedi chi in moto - per non
perdere neppure una delle loro straordinarie
evoluzioni. Poche le distrazioni di Lampkin nelle zone
successive ma quei due cinque consecutivi pesavano
come macigni e consentivano al giovane spagnolo Marc
Freixa - molto attento e regolare - di cullare sogni
di gloria. Si arrivava al termine del primo giro, alla
zona 15, difficilissima sabato e prudentemente resa più
agevole, intorno alle 15.10. Per effettuare la prima
tornata i migliori avevano insomma impiegato oltre 4
ore, al solito il secondo giro si trasformava in una
corsa contro il tempo. Fantastico lo spettacolo
vissuto per circa un quarto d’ora. Nessuno era
riuscito fino a quel momento a superare il fatidico
muro di oltre due metri, poi ecco Koroyama ed è zero,
Raga ed è zero, Freixa ed è zero, Jarvis ed è
cinque, Colomer ed è cinque, Fujinami ed è cinque.
Conclusione con Lampkin, sempre buon ultimo, e neanche
a dirlo - è zero! Appassionati in visibilio, momento
magico per chi ama questa specialità. La perfomarce
non bastava al camoscio inglese per chiudere in testa
il primo giro. Era infatti comunque Fraeixa il leader
provvisorio con 17 punti contro i 22 di Lampkin e
Cabestany. Il sogno del pilota Sherco era però
destinato ad infrangersi nella convulsa tornata
finale. Incappava in troppi errori, completava il giro
non 26 penalità e arrivando ad un totale di 43 punti
non riusciva neppure a salire sul podio. Bravissimi,
invece, nonostante l’assillo del cronometro, Lampkin
e Raga. Il secondo, in particolare, compieva il giro a
quota 10 balzando così alla seconda piazza. Di 38
punti il suo "score" complessivo. 13 i
punti, invece, di Lampkin, che conquistava
l’ennesima affermazione con un totale di 35 punti.
Una bella vittoria ma con un margine risicato, anche
lui non è un robot e potrà, prima o poi, nuovamente
capitolare come già successo nelle prime tappe in
Belgio e Stati Uniti. Intendiamoci, potrà perdere
qualche gara, per il mondiale non c’è storia, il
suo seguito può già preparare la nuova maglia con
cinque iridi. Bravo e caparbio Fujinami, alla fine
terzo con 42 punti (26 alla prima tornata, 16 alla
successiva), che non è riuscito a mantenere la
promessa di battere il numero uno nella seconda
giornata. Dietro Freixa (43 i suoi punti) Cabestany
(48) e Colomer (52), tanto brillanti in talune
circostanze quanto disastrosi in altre, peccato per
Dario Re Delle Gandine, ottimo settimo sabato e ieri
meno efficace. Ha girato male nel primo giro, si è
quindi ripreso nel secondo ma non è andato aldilà
della 13a piazza, comunque in zona punti. Unica nota
stonata della manifestazione l’infortunio
all’iberico Josep Manzano. Ha vinto la gara e il
titolo junior con tre gare d’anticipo ma una brutta
caduta rimediata proprio all’ultima prova a corsa
praticamente conclusa - lo ha costretto a ricorrere
all’eliambulanza ed a disertare le premiazioni.
LE
INTERVISTE
LAMPKIN:
"VITTORIA SUDATA, PUBBLICO FANTASTICO"
E’
intervenuto anche il presidente della Federmoto, il
bergamasco Paolo Sesti, alla giornata conclusiva della
competizione di Foppolo. "Sono da poco rientrato
da Assen, dove abbiamo avuto una serie di riunioni,
abbiamo presentato il nuovo team Italia di velocità e
invitato ufficialmente Rossi e Biaggi a tenere a freno
i bollenti spiriti, ma non potevo mancare a questo
appuntamento. Devo dire che anche questa volta il Moto
Club Bergamo ha confezionato un avvenimento
straordinario, così come la Valli Bergamasche di due
anni fa. Il presidente Gatti e i suoi collaboratori
hanno fatto un ottimo lavoro e li voglio ringraziare a
nome degli sportivi italiani e stranieri."
Conciso ma lungimirante il senatore Carrara, presente
alle premiazioni: "questa bella manifestazione
non è che la prima di una lunga serie che intendiamo
proporre nelle nostre vallate per farne conoscere
ancora di più le bellezze e le straordinarie
risorse".
Ovviamente
contento il vincitore Lampkin, come sempre seguito
lungo tutto il tracciato dal padre Martin, iridato
qualche lustro fa, che si è anche ferito ad un dito
nel corso della giornata: "Con questa le vittorie
di quest’anno salgono a dieci. E’ stata certamente
una delle più belle perchè molto sofferta. E’
stato emozionante correre circordato da così tanto
pubblico, molto difficilmente capita un tale
coinvolgimento come nel Gran premio d’Italia. Sono
però anche dispiaciuto per quanto accaduto a Manzano,
che sfortuna, un incidente così grave proprio a un
passo dal traguardo." E’ sorridente Re Delle
Gandine: "è stata per me una due giorni
fantastica, sabato è stato tutto bellissimo, oggi ero
assai più teso, ho sentito troppo la tensione ed al
primo giro mi sono disunito. Nella seconda tornata ho
ritrovato serenità e lucidità e ho nuovamente
dimostrato di poter lottare coi primi dieci, è
comunque una bella soddisfazione." Entusiasta,
come sempre, Franco Acerbis, l’ex presidente del Mc
Bergamo, presente come sponsor. "E’ sempre una
gran festa quando tanti appassionati si ritrovano per
gioire delle geste dei loro campioni, qui a Foppolo
abbiamo vissuto un fine settimana da incorniciare. Due
anni fa accadde lo stesso a Rovetta per la Valli,
speriamo di fare un bel tris con la Valli del
2002!"
LA
TOP TEN DELLA SECONDA TAPPA
Dougie Lampkin (Montesa Hrc - Gbr)
Adam Raga (Gas Gas - Spa)
Takahisa Fujinami (Montesa Hrc - Jap)
Marc Freixa (Sherco - Spa)
Albert Cabestany (Beta-Spa)
Marc Colomer (Gas Gas - Spa)
David Cobos (Montesa - Spa)
Kenichi Kuroyama (Beta - Jap)
Graham Jarvis (Sherco - Gbr)
Steve Colley (Gas Gas - Gbr)
IL
COMMENTO DEL GIORNO DOPO
ANCHE
IL TRIAL PROPOSTO "ALLA BERGAMASCA"
Come
già a Castione della Presolana nel 1983 ed a Foppolo
nel 1993, anche la gara mondiale dello scorso fine
settimana ha incoronato il dominatore del trial del
periodo in questione. Nella gara alla Conca della
Presolana fu il belga Eddy Lejeune (tre volte iridato)
a dettare legge, otto anni fa si impose da par suo il
fuoriclasse spagnolo Jordi Tarres (campione del mondo
ben sette volte), sabato e domenica ha mandato in
visibilio le migliaia di appassionati accorsi in Alta
Val Brembana il travolgente Dougie Lampkin, già
numero uno quattro volte e quest’anno avviato verso
il quinto iride. Secondo noi non è un caso. Quando i
campionissimi si trovano ad affrontare manifestazioni
di notevole caratura, quando sono circondati dal
calore di un pubblico da stadio, sono spronati a dare
il loro meglio, a ribadire la loro supremazia, a dare
sfoggio del loro talento in quel momento inarrivabile
per ogni antagonista.
E
a Foppolo 2001 le condizioni da gara super c’erano
tutte, grazie all’incredibile mole di lavoro
effettuata dallo staff del Moto Club Bergamo
capitanata dall’infaticabile presidente Andrea Gatti
e dai vice D’Adda e Papa, grazie alla conformazione
del territorio di Foppolo ideale per la pratica di
questa disciplina fuoristrada, grazie alle positive
condizioni atmosferiche, grazie alla scelta dei
personaggi giusti ai posti giusti, grazie al supporto
ed al coinvolgimento di un po’ tutti gli enti, dalla
Regione Lombardia (che ha messo in palio il Trofeo più
prestigioso in palio) fino alla Provincia, al Comune,
alla Pro loco, fino agli albergatori, agli operatori
turistici, ai commercianti ed alle forze
dell’ordine. A proposito di forze dell’ordine un
plauso ha meritato il comandante dei carabinieri di
Branzi il quale - con acume e tempestività - ha
intercettato un furgone sospetto diretto in valle sul
quale era stata caricata una delle moto Gas Gas
prototipo di Adam Raga, uno dei protagonisti della
corsa, rubata nella notte tra sabato e domenica. Era
uno dei mezzi più moderni e innovativi presenti a
Foppolo, con un motore molto più leggero della
concorrenza, il gruppetto di veneti che l’ha
trafugata aveva le idee chiare. Ha però sbagliato nel
lasciare la manifestazione a tutta velocità quando
invece tutti gli altri appassionati andavano dalla
parte opposta, a seguire l’avvenimento, ed ha dovuto
restituire il maltolto.
Anche
la brutta caduta nella quale è incappato il
giovanissimo pilota spagnolo Josep Manzano si è
fortunatamente risulta solo con una grande spavento.
Ribaltatosi nella conclusiva spettacolare zona 15,
quando mancavano pochi metri al traguardo finale, il
pilota Sherco, ha fatto temere per la lesione di due
vertebre, è stato trasportato con l’elicottero
all’ospedale di Bergamo e in serata, dopo più
approfonditi accertamenti, è stato dimesso. Per lui
solo pochi punti di sutura al mento. Fra l’altro
quella zona poteva anche non effettuarla, essendo in
gara nella Coppa junior, poteva aggirarla e andare
sotto la meritata doccia. Ha invece voluto provare
quell’ostacolo domato solo da pochissimi
"big" e gli è andata male. In ogni caso la
gara l’aveva già vinta e, con quella, anche il
titolo iridato junior, con ben tre gare d’anticipo.
E’ stato spiacevole non averlo potendo applaudire
sul podio ma, tutto sommato, è andata ancora bene. Un
ottimo lavoro è stato fatto pure dal gruppo tecnico,
in testa il direttore di gara Roberto Moioli e i
tracciatori Giacomo Bosis e Fabio Viscardi, tutti
esperti che seguono il trial da lustri.
Con
la selettività proposta dalle zone controllate
predisposte lungo il panoramico percorso hanno di
fatto introdotto il trial "alla bergamasca"
al pari di quanto fece, a suo tempo, la Valli
Bergamasche per l’enduro. E’ stata, non c’è
dubbio, una gara dura. Nella prima tappa il vincitore
Lampkin ha totalizzato 45 punti mentre il 15°, Cobos,
è arrivato a quota 108, e l’ultimo, il francese
Braund, 43°, a 151 punti, ovvero tutti 5, un 3 e 3
minuti di ritardo! Un po’ meglio domenica con
Lampkin a 35, Camozzi 15° a 87 ma Alberto Tempera, 41°
e ultimo, a 150, ovvero 30 massimi punteggi in fila,
anche lui questa corsa non la dimenticherà tanto
facilmente. "Per me è stata migliore la prima
giornata" ha affermato Moioli a fine
manifestazione, sempre pronto a ribadire la sua fama
di tecnico tutto d’un pezzo "hanno centrato il
percorso netto solo i più quotati, il pubblico ha
potuto veramente valutare i valori in campo, capire
perchè Lampkin è il numero uno e perché i suoi
avversari stentano a spodestarlo. Certo, c’è stata
una forte selezione ma stiamo parlando di una gara
mondiale, no?"
il
podio della seconda tappa con Lampkin (1°), Raga
(2°) e Fujinami (3°)
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