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Rovetta
- 29 e 30 maggio 1999
la
vigilia
La Conca
della Presolana è in fermento, ad animarla è il ritorno
della Valli Bergamasche, la classicissima dell’enduro che
torna, sempre con la firma del Moto Club Bergamo, per la sua
37a replica, la seconda in veste di prova di campionato
mondiale. La regina delle competizioni del settore proporrà
domani e domenica le sue due tappe (i primi concorrenti
prenderanno il via alle 9.01), la giornata odierna è stata
dedicata agli ultimi ritocchi alle moto, alle operazioni
amministrative ed alle verifiche tecniche.
Cuore
pulsante della macchina organizzativa è stato il Centro
sportivo, Centro dedicato alla memoria di Gianpaolo Marinoni,
il campione proprio di Rovetta scomparso al termine della
Parigi-Dakar ’86. Per l’evento la zona è stata
completamente trasformata realizzando il parco chiuso in uno
dei campi di calcio, gli uffici di segreteria, direzione
gara e stampa nella palestra, la sede di riunione della
giuria internazionale nella biblioteca, il paddock nei prati
e nei piazzali adiacenti.
Hanno regolarizzato la loro posizione e domani daranno vita
alla corsa 301 concorrenti in rappresentanza di 17 nazioni,
ci sono anche alcuni australiani (ma non l’ex iridato
Shane Watts, tra i più forti della classe 125, infortunato)
e pure quattro ragazze, le due tedesche Birgit Hartmann e
Marion Langenback, la britannica Katrina Price e la
bresciana Dori Molinari, quest’ultima già distintasi alla
Sei Giorni ’97 di Lumezzane. Ma saranno altri i piloti che
infiammeranno le centinaia di appassionati che accorreranno
al richiamo della gara. In particolare è grande l’attesa
per la sfida "in famiglia" tra il bergamasco
Giovanni Sala ed il bresciano Mario Rinaldi, due
campionissini del team Ktm-Farioli che in questa stagione si
sono ritrovati nella stessa cilindrata. "E’ stata una
scelta della casa" precisa Sala "io volevo passare
alle quattro tempi, anche per essere più preparato nei
rally africani, la Ktm vuole due piloti di punta per ogni
cilindrata ed ecco che io e Mario siamo diventati rivali.
Finite le gare è rimasta l’abituale stima e amicizia ma
è chiaro che quando parte il cronometro ambedue vogliamo
vincere."
Finora
Rinaldi ha raccolto più punti ed è leader. Sala è però
in piena rimonta, nello scorso fine settimana in Francia ha
colto la doppietta ed è caricatissimo. "Sto
effettivamente migliorando ed anche le continue regolazioni
effettuate sulla moto mi consentono prestazioni sempre
migliori" dice il gorlese attorniato da un gruppo di
alunni del vicino polo scolastico che reclamano
l’autografo "alla Valli del ’94 ero riuscito a
vincere l’assoluta, stavolta sarà problematico bissare
quel successo ma nella mia cilindrata potrei farcela."
"Il duello con Sala" è davvero stimolante replica
Rinaldi "penso di poter dire che quest’anno il titolo
della nostra classe valga doppio. Io comunque non mi
preoccupo mai troppo dei miei avversari, vado al massimo e
basta, poi a fine corsa tiro le somme."
Sul piede
di guerra è anche Fausto Scovolo, il bresciano leader della
classe 125. "Farò una gara d’attacco, non ho scelta.
I terreni duri della Valli sono i miei preferiti, devo
cercare l’allungo sul finlandese Salminen che si sta
rivelando un osso duro."
Poteva essere leader anche Arnaldo Nicoli ma il pilota di
Ardesio non ha avuto troppa fortuna domenica scorsa, in
Francia, in occasione della precedente prova iridata.
"Potevo essere in testa con 20 punti di vantaggio e
invece sono secondo, staccato di 16 lunghezze". Ma non
è scoraggiato, sa di avere una grossa occasione per puntare
al successo. "Per il titolo lotto con il finlandese
Kytonen ma per la gara mi preoccupa di più Croci, non corre
tutto il mondiale e non ha niente da perdere mentre io devo
andar forte ma senza rischiare troppo."
Ma accanto
a chi punta al mondiale sono molteplici anche gli obiettivi
meno ambiti, comunque sempre importanti per chi li insegue.
E’ il caso del pilota di Mozzo Paolo Villa, tanto per fare
un esempio. "Nel ’94 ero alla mia prima Valli e
risultai il migliore della categoria cadetti, stavolta mi
piacerebbe far registrare la miglior prestazione tra gli
junior!".
Come lui sono in gran numero gli esordienti, tanto
emozionati quanto smaniosi di farsi notare su un
palcoscenico di tale rilevanza. Affiancati ai campionissimi
che calcano le scene internazionali sudano le fatidiche
sette camicie tra il disinteresse quasi generale ma fornendo
un prezioso contributo alla riuscita della manifestazione.
E, accanto a loro, i cosiddetti "facchini", quanti
lavorano dietro le quinte della corsa, spesso in punti che
gli impediscono anche di godersi la gara, ma tant’è...la
mitica Valli val bene anche simili sacrifici.
Cronaca
prima tappa
Il connubio
Valli Bergamasche-Moto Club Bergamo si è esibito in un
nuovo virtuosismo organizzativo dando vita ad una prima
giornata della quarta tappa del campionato mondiale enduro
di altissima qualità. Nessuna delle precedenti gare iridate
’99 ha proposto prove speciali così spettacolari e
numerose, un pubblico così competente e caloroso, un
percorso tanto impegnativo quanto azzeccato.
Ad alzare il sipario della 37a Valli, alle 9.01, è toccato
ai protagonisti della classe 400 4 tempi, un terzetto
composto dall’asso bresciano Mario Rinaldi, dallo svedese
Bergvall e dal francese Bouffioux. Poco dopo, tra le
ovazioni dei presenti è iniziata la corsa del pilota più
amato della zona, il gorlese Giovanni Sala, quattro volte
iridato, lanciato all’inseguimento della quinta
affermazione. Dalla zona del Centro sportivo l’interesse
si è quindi spostato lungo le quattro prove speciali,
quattro gioielli di sopraffina tecnica enduristica che hanno
fatto brillare gli occhi ai tifosi. Dislocate alla Spessa e
alle Fiorine di Clusone, a Cerete Basso ed a Plarina, hanno
consentito evoluzioni mozzafiato.
Primattori
sono risultati soprattutto Sala e Rinaldi, i due contendenti
per la corona mondiale che corrono con la stessa moto, Ktm,
e con lo stesso team, Farioli, in una sfida tutta italiana
che ha ben pochi precedenti. Il braccio di ferro è durato
lungo tutto l’arco della corsa e si è deciso
nell’ultima discriminante, tra i sassi di Plarina, a
favore di Rinaldi.
Poco più di sei i secondi che infine hanno diviso i due,
complimentatisi a vicenda all’arrivo. "Quello che
guadagnavo nelle prime tre speciali mi veniva
sistematicamente recuperato a Plarina" ha spiegato Sala
"purtroppo tra quelle pietre non riesco a dare il
massimo, anche alla Valli di cinque anni fa lì incontravo
grosse difficoltà, forse con una prova speciale in linea
avrei avuto vita più facile. In ogni caso Mario è stato un
vero fenomeno."
"A Plarina, è vero, riuscivo ad esprimermi benissimo,
mi è andata bene, sono stato fortunato perché nelle altre
discriminanti ero perdente" ha detto il rovatese.
Oggi nella seconda tappa vedremo se fortuna è proprio il
termine giusto, molto probabilmente dopo dodici prove
speciali per quasi un’ora di tempi cronometrati ci sembra
più azzeccato il termine abilità.
Il duello sull’asse Bergamo-Brescia ha fatto passare un
po’ in secondo piano la superba prestazione
dell’australiano della Husqvarna Stefan Merriman, netto
vincitore della classe 250 e della assoluta. Il suo exploit
fa entrare, ed è la prima volta, nell’albo d’oro della
competizione un pilota extraeuropeo.
Nella
quarto di litro il "canguro" è prevalso sullo
spagnolo Puidgemont, primo deli azzurri l’iseano Passeri
in sella alla Ktm 200. Nell’assoluta Merriman si è messo
dietro il francese Bernard, ottimo quarto il bresciano
Fausto Scovolo, scatenato dominatore della 125 che lo vede
sempre più leader incontrastato. Confortante, per lui,
anche il ritiro per problemi meccanici del finlandese
Salminen, il primo dei suoi antagonisti nella corsa al
titolo. Scovolo, arrivato al traguardo con una brutta botta
ad un piede, ha battuto lo svedese Larsson ed il cuneese
Ivan Boano.
Nella classe 250 4 tempi ha avuto di che gioire il team
Honda-Dall’Ara. E’ infatti svettato il campione in
carica, il sanremese Gianmarco Rossi, precedendo i suoi
compagni Migliorati e Mancinelli. Altra giornata no, invece,
per Arnaldo Nicoli. Atteso ad una gran prova sui terreni
amici, il pilota di Ardesio è stato costretto al ritiro
dalla rottura del cambio nel bel mezzo della speciale alla
Spessa quando era secondo a tre secondi da Rossi. Peccato,
un’occasione d’oro andata in fumo.
Altra
vittoria straniera quella nella classe oltre 500 4 tempi.
L’ha conquistata il finlandese della Ktm Kari Tiainen, il
pilota di enduro più titolato. Si è messo dietro il numero
uno ’98 Eriksson, svedese, e il bergamasco Fabio Farioli,
tornato su ottimi livelli ma non in grado di competere coi
campionissimi scandinavi.
Domani fra percorso più corto (poco più di due giri invece
di tre e dieci speciali invece di dodici) e un buon numero
di ritirati, la giornata di gara risulterà più
"morbida" e più breve. Scatterà sempre alle 9.01
ma i primi arrivi sono previsti già intorno alle 15.
IL COMMENTO - SELEZIONE D’ALTRI TEMPI
Alle soglie
del 2000 la Valli Bergamasche ha fatto un balzo
all’indietro riproponendosi con quelle difficoltà che la
resero famosa ed inconfondibile.
Basta un dato a rendere il concetto: sono partiti 301
concorrenti, il traguardo lo hanno raggiunto in meno della
metà. Ogni giro vedeva assottigliarsi il numero dei piloti,
oltre che per problemi meccanici, per scivolate o cadute è
stata proprio la fatica a decimarli.
"Non c’era proprio la possibilità di recuperare le
energie" ci hanno spiegato alcuni di loro "i tempi
tra un controllo orario e l’altro erano troppo limitati,
non si riusciva a rispettarli, il fisico era troppo
sollecitato. Il primo a dare forfait è stato Massimo
Peradotto, un consigliere-pilota del Moto Club Bergamo, via
via lo hanno seguito in decine di altri, fra loro anche nomi
affermati. Oltre a Nicoli e Salminen è il caso di Gritti
junior, dell’iridato Michalik, di Isfordink, Lombardo e
Dario Croci.
Quasi tutti potranno riprovarci domani, in quanto
l’attuale regolamento (diverso da quello di qualche tempo
fa) permette di ripartire nella seconda tappa previa nuova
punzonatura della moto, coi km da percorrere che saranno una
cinquantina di meno le loro possibilità di arrivare in
fondo dovrebbero aumentare.
Seconda
tappa
E’ stata
la giornata delle rivincite la seconda tappa della 37a Valli
Bergmasche. La quarta prova del campionato mondiale di
enduro, che ha animato la Conca della Presolana con le
evoluzioni dei più affermati specialisti, ha trovato in
Giovanni Sala e Arnaldo Nicoli i grandi protagonisti della
domenica. I due hanno saputo farsi largo a suon di
prestazioni fantastiche, col primo che ha pareggiato i conti
col bresciano Mario Rinaldi e col secondo che ha dato un
calcio alla malasorte che lo aveva messo fuorigioco sabato,
andando a prendersi una vittoria inseguita con
determinazione straordinaria.
La sfida della classe 400 4 tempi tra Sala e Rinaldi è
stata avvincente. Giò si è prodotto in un forcing
irresistibile che ha mandato in tilt il rivale. "Mi ero
ripromesso di mettere ancora più fieno in cascina nelle tre
speciali su prato per poi cercare di limitare i danni sulle
pietre di Plarina dove Mario sabato si era rivelato più
veloce - ha spiegato all’arrivo il quattro volte iridato -
invece grazie al passaggio della ruspa degll’organizzazione,
che ha un po’ trasformato il tracciato, sono riuscito a
tenere il suo passo anche in quella discriminante.
Conseguentemente ho accumulato un bel vantaggio e nella
parte finale della corsa ho potuto amministrarlo vincendo
con buon margine".
"Certo nel campionato la situazione è rimasta la
stessa della vigilia" continua Sala "con Rinaldi
avanti di sei punti, e adesso c’è una prova in meno...ma
non mi dispero".
"In questa seconda tappa ho combinato qualche pasticcio
di troppo - ha invece ammesso il rovatese - in particolare
nella seconda prova speciale ho avuto due esitazioni che mi
sono costate dibersi preziosi secondi. La prova di Plarina
si è rivelata meno determinante ed ho dovuto cedere a
Sala".
Raggiante al traguardo Arnaldo Nicoli. Il simpatico vikingo
di Ardesio, ko nella seconda tappa in Francia e nella prima
giornata di questa Valli, ha riassaporato il gusto del
successo a due passi da casa, trascinato da uno stuolo di
fans più scatenati di lui. Le cose hanno subito preso la
piega giusta con il finloandese Kytonen, leader provvisorio
del torneo nella classe 250 4 tempi, che è stato costretto
al ritiro poco dopo il via e con il campione in carica,
Gianmarco Rossi, a segno sbato, incappato in tre cadute che
lo hanno fortemente rallentato.
Nel campionato il bergamasco della Husaberg si è portato
con questa impresa a sole sette lunghezze da Kytonen.
"Non importa se la prossima gara si correrà in Svezia
dove lui parte favorito - ha affermato - mi sento
caricatissimo e se tutto andrà bene penso di poterlo
battere nuovamente."
Rivincita anche nella classe 125 dove è prevalso Salminen,
il finlandese della Ktm. Ma Fausto Scovolo, nonostante un
piede dolorante, ha tenuto duro ed ha ottenuto un positivo
secondo posto. Equivale a 20 punti che hanno portato il suo
vantaggio in testa al torneo
iridato a quota 23, un bel bottino. Nuovamente terzo lo
svedese Larsson.
Ma eccoci al grande mattatore della 37a Valli, quella
dell’80° di attività del Moto Club Bergamo. E’ Stefan
Merriman, australiano, punta di diamante del Team Husqvarna,
senza rivali nella 250 e nell’assoluta, conseguentemente
vincitore del Trofeo alla memoria di Gianpaolo Marinoni.
Niente da fare per i suoi antagonisti, i finlandesi Ahola e
Silvan, è lui il primo extraeuropeo ad interrompere la
grande tradizione continentale della gara di enduro più
famosa nel mondo, tornat quest’anno con tutto il suo
prestigio, la sua spettacolarità, la sua selettività.
Doppietta anche per il finlandese Kari Tiainen nella cloasse
oltre 500 4 tempi. Nulla ha potuto, in ambedue le tappe,
neppure il campione in carica Eriksson, svedese. Quarto
posto per Fabio Farioli, più veloce è risultato anche
l’altro svedese Carlsson.
IL COMMENTO
- DAVVERO UNA GARA MEMORABILE
"E’
stata una gara bellissima, davvero degna del blasone vantato
dalla Valli Bergamasche, una gara che si inserisce
perfettamente nella grande tradizione bergamasca in questa
specialità." E’ davvero orgoglioso del lavoro fatto
dagli uomini del Moto Club Bergamo il presidente della
Federmoto Paolo Sesti. Lui proviene dall’enduro e dal Moto
Club Bergamo, da giovane aveva avuto anche l’opportunità
di correrne una di Valli, si era iscritto ma poi i genitori
glielo impedirono.
"Secondo me questa Valli è stata una delle più
riuscite gare mondiali organizzate negli ultimi anni, non
solo in questa stagione" ha proseguito Sesti "come
Federazione ci siamo ampiamente riscattati della deludente
corsa allestita l’anno passato a Rufina, il Gran premio
d’Italia è tornato a brillare altissimo nel firmamento
internazionale della specialità. Mi auguro che lo staff del
Moto Club Bergamo torni presto a proporsi per allestire
altre simili memorabili manifestazioni."
"Sono certamente soddisfatto anch’io" ha detto
Franco Gualdi, l’ex campione vincitore della Valli cinque
volte, direttore di gara e citì della specialità
"anche perché abbiamo dimostrato che è ancora
possibile realizzare una competizione dura e selettiva senza
pregiudicare la sicurezza. Qualche pilota ha definito la
gara troppo faticosa, secondo il mio parere il campionato
mondiale deve essere così, tanto più se si tratta di un
appuntamento quale la Valli, se poi ci si presenta con un
allenamento da gara di campionato regionale evidentemente
non si possono raccogliere che delusioni."
"Anche grazie al bel tempo abbiamo dato vita ad
un’edizione della Valli che ricorderemo per un pezzo"
è il parere del presidente del Moto Club Bergamo, Andrea
Gatti. E’ giustamente raggiante, sulle sue spalle si sono
accumulati problemi su problemi, uno ad uno sono stati
superati brillantemente, i complimenti ricevuti sono stati
tanti e sinceri. "Devo doverosamente ringraziare tutti
quanti hanno reso possibile questo evento, in particolare
l’esercito di circa quattrocento persone che ha lavorato
dietro le quinte, è solo grazie alla loro inesauribile
passione se questa gara è ancora viva e sempre
inimitabile."
Il giorno
dopo
Come già
nella settimana precedente in Francia, la Valli Bergamasche
ha dato un importante scossone alle classifiche generali del
campionato mondiale di enduro. La riuscitissima
manifestazione, realizzata a Rovetta dal Moto Club Bergamo,
costituiva la quarta delle sette prove del torneo iridato,
capitava quindi nel bel mezzo delle sfide, e come previsto
ha dato vita a duelli incandescenti.
A beneficiare del suo esito sono stati soprattutto il
bresciano Fausto Scovolo nelle 125; l’australiano Stefan
Merriman, il grande dominatore della corsa, nella classe 250
e nell’assoluta; il seriano Arnaldo Nicoli ed il sanremese
Gianmarco Rossi nella classe 250 4 tempi; il campionissimo
finlandese Kari Tiainen nella classe oltre 500 4 tempi,
l’unico che abbia saputo operare il sorpasso nei confronti
dei rivali diventando il nuovo capoclassifica.
Scovolo (Yamaha) ha sofferto molto per una brutta botta ad
un piede subita poco dopo il via della prima tappa ma ha
saputo stringere i denti, vincere sabato e piazzarsi secondo
domenica. Poiché il suo primo rivale Yakka Salminen,
finlandese della Ktm si è ritirato il primo giorno, ha
potuto incrementare il suo vantaggio in vetta alla
graduatoria. Dopo la 37a Valli guida il gruppo con 167
punti, Salminen è staccato di 23 lunghezze a quota 144. Non
sembra in grado di lottare per il titolo lo svedese Larsson
(Husqvarna), terzo con 110 punti. Considerando il forfait
del favorito Watts, per Scovolo sembra l’occasione giusta
per conquistare il suo secondo iride.
Merriman si è rivelato un vero fenomeno. L’asso della
Husqvarna è stato sempre velocissimo, i titoli della 250 e
dell’assoluta saranno quasi sicuramente suoi. Nella quarto
di litro, ad esempio, il secondo, il finlandese Silvan, è
già staccato di 53 lunghezze!
La Valli ha
portato un bel gruzzolo di punti anche a Rossi, il campione
in carica della 250 4 tempi, esponente del team
Honda-Dall’Ara, ma, nonostante il ritiro del primo giorno,
ha di che essere soddisfatto pure il vikingo di Ardesio e
della Husaberg Arnaldo Nicoli. Il sanremese ora è secondo a
sei punti dal leader Kytonen, finlandese della Kawasaki,
alla vigilia era terzo staccato di 31 punti, mica male come
recupero. Nicoli ora è terzo a sette punti, il campionato
è apertissimo.
Tiainen, sei titoli mondiali alle spalle, ha dimostrato di
che pasta sono fatti i campioni, quanto graffino i loro
artigli nelle gare che contano. Era terzo a 23 punti da
Katrinak, adesso è leader a quota 151, è finito dietro
Eriksson (147), si è ritrovato terzo Katrinak (146).
L’unico
gruppo dove la Valli non ha prodotto scombussolamenti della
classifica è stato quello della 400 4 tempi. I due grandi
primattori Giovanni Sala, bergamasco, e Mario Rinaldi,
bresciano, ambedue della Ktm-Farioli, si sono infatti
spartiti equamente il bottino e la situazione è rimasta
inalterata con Rinaldi primo con cinque punti di vantaggio.
Mai come in questa occasione ci vorrebbero due corone
iridate, lungo le terribili quattro prove speciali e le
mulattiere della Valli ’99 i due hanno dimostrato di
meritare entrambi la targa di numero uno. E’ proprio un
peccato che alla fine solo uno potrà essere l’eletto.
Il torneo iridato, consumato il suo atto più esaltante ai
piedi della Presolana, proseguirà il suo cammino in Svezia,
a Goteborg, il 12 ed il 13 giugno, quindi il fine settimana
successivo si correrà in Finlandia, a Jamsa, mentre il gran
finale verrà disputato nella Repubblica Ceka, il 10 e 11
luglio.

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